Le cronache, tutte le settimane, riportano di strade dei centri cittadini sempre più dissestate. E se la Capitale gode della peggiore reputazione in questo senso, non si può di certo dire che Roma sia l’unica protagonista in negativo di questa storia: in molte altre città italiane buche, manto stradale mal rattoppato e tombini non “a filo pavimento”, rendono quello dell’automobilista e del motociclista un vero percorso da combattente.

E come ogni battaglia, a volte si vince, a volte si perde. In questo caso, la sconfitta significa danneggiare l’auto o la moto, finendo dentro una di queste buche e, nel caso del motociclista, la sconfitta potrebbe significare anche cadere e procurarsi delle lesioni fisiche.

Ma cosa fare quando si va incontro ad un danno da buca stradale?

La presunzione di responsabilità

Ricevere il risarcimento per un danno da buca stradale non è di certo cosa semplice. Infatti, a differenza di quanto possa avvenire in caso di sinistro tra privati, in questo caso il confronto sarà con … la Pubblica Amministrazione!

Eh già, perché le strade della città sono ovviamente di proprietà della municipalità (o della Provincia, nel caso delle S.P.), e il Codice Civile stabilisce all’articolo 2051, che “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.

La prova del fatto e la prova del danno

Stando alla giurisprudenza, però, il conducente deve sempre guidare con prudenza e con attenzione doverosa anche verso gli stessi possibili ostacoli notoriamente presenti sul manto stradale. Spetterà poi al giudice (nel caso – piuttosto frequente, comunque – si arrivi alla fase giudiziale) stabilire su chi ricada la responsabilità.

L’automobilista, una volta “caduto” nella buca con la sua auto, dovrà procedere raccogliendo il maggior numero di prove possibili, al fine di inviarle, preferibilmente appoggiato da uno studio legale, innanzitutto all’attenzione del Comune per chiedere il risarcimento; solo in caso di rifiuto, si passerebbe poi al Tribunale competente.

Sono due i tipi di prove da portare: la prova del fatto e la prova del danno.

La prova del fatto, ovvero il fatto che l’auto è caduta dentro una buca, più o meno grande, danneggiandosi, si raccoglie con delle foto (scattate immediatamente con uno smartphone, ad esempio), delle testimonianze (qualche passante o un altro passeggero) e, ancora meglio da un punto di vista probatorio, un verbale delle forze di polizia intervenute (o chiamate appositamente).

La prova del danno da buca stradale, dal canto suo, consiste in primis nella fattura presentata dal carrozziere o dal meccanico per riparare l’auto o la moto in seguito al sinistro. Nel caso vi siano state lesioni,   sarà necessario presentare il referto del Pronto Soccorso.