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Moto con il Telepass: da agosto pagano meno

La riduzione del pedaggio per le moto in autostrada

Vittoria vera o parziale? Raggiungimento di un traguardo o semplice passo avanti per l’ottenimento di un diritto da tempo richiesto?

telepass motoLa comunità dei centauri si interroga su social, blog e riviste specializzate sulla diminuzione del costo del pedaggio autostradale per le moto.

Dal 1991 e fino al 31 luglio 2017, infatti, le moto in autostrada pagavano la stessa tariffa delle auto. Un’ingiustizia, a parere delle Federazione Motociclistica Italiana, che faceva sì che qualsiasi moto pagasse la stessa tariffa delle auto, anche di quelle di grosse cilindrate (il che assume un valore del tutto particolare in un paese, come l’Italia, dove il costo del pedaggio autostradale è tra i più elevati di tutta Europa).

Il nuovo pedaggio

Oltre ad apparire come un atteggiamento scorretto da parte delle Società Autostrade nei confronti dei motociclisti, la situazione precedente poneva ancora una volta il nostro paese in una condizione di diversità rispetto ai vicini europei, dove, con poche eccezioni, le moto pagano tariffe inferiori rispetto a quelle degli altri veicoli.

Dopo anni di richieste, rilanci e proteste, finalmente sembra che qualcosa si sia mosso. L’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori (AISCAT) ha deciso di applicare una tariffa scontata del 33% alle moto che entrano ed escono dalle Autostrade italiane.

Il nuovo pedaggio è in vigore con decorrenza del 1 agosto, ma poiché la società di Telepass deve avere il tempo di adeguare tecnologicamente i propri sistemi, la riduzione effettiva inizierà il 15 settembre.

Campagna di stampa e raccolta di firme

Non si devono preoccupare i motociclisti che hanno circolato o circoleranno in autostrada tra il primo agosto e la metà settembre: la differenza tra il vecchio e il nuovo costo del pedaggio autostradale sarà rimborsata successivamente, probabilmente utilizzando proprio il Telepass.

Per arrivare a questo risultato  c’è stata una grande battaglia combattuta dall’esercito della Federazione Motociclistica Italiana e dal mensile Motociclismo, con la partecipazione dell’Associazione Nazionale Cicli Motocicli Accessori (ANCMA).

Una pressante campagna mediatica ha sensibilizzato l’opinione pubblica (almeno quella su due ruote) ed ha anticipato una raccolta di firme, iniziata nel mese di maggio 2016 e i cui risultati sono stati inviati direttamente al Ministero.

Una buona notizia?

Fin qui, se si eccettuano gli anni che sono trascorsi dalla prima richiesta all’effettivo abbassamento del pedaggio, tutto bene, si potrebbe dire.

E invece, a ben vedere, forse, se di vittoria si tratta, quella ottenuta dai motociclisti è una vittoria di Pirro. Eh già, perché la riduzione di un terzo delle tariffe è subordinata all’utilizzo del Telepass.

E questo presenta più di un inconveniente. Innanzitutto il canone mensile di 1,26 €, che è sicuramente l’aspetto meno problematico della questione.

In secondo luogo, il Telepass installato sulla “due ruote” dovrà essere abbinato esclusivamente ad una targa di moto, pena il pagamento del pedaggio a prezzo pieno. Il che significa ovviamente che i possessori di un Telepass per auto, ne dovranno attivare un altro.

Infine, l’esclusione di tutti i motociclisti che non abbiano o non vogliano installare il Telepass.

Quello che è stato definito “l’ennesimo pasticcio all’italiana” ha fatto e continua a far parlare, soprattutto in rete, moltissimi dei 6,5 milioni di centauri della penisola che non sono contenti di questa soluzione.

Tra i più soddisfatti invece i dirigenti e i portaparola di ANCMA, che ritengono il raggiungimento dell’obbiettivo un grande risultato. L’associazione di Confindustria ora impiegherà le sue energie in altre battaglie, che ritiene fondamentali per i motociclisti e per la loro sicurezza.

Tra i prossimi interventi vi sarà il tentativo di equiparare tutti i centauri (portando in autostrada anche i 125 cc), la concessione a moto e scooter di utilizzare le corsie preferenziali e gli sconti fiscali per l’acquisto di abbigliamento di sicurezza (caschi, tute, guanti).