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Come prevenire il furto dell’auto

Personaggi del genere de “I soliti ignoti”, per impossessarsi di un’auto, manderebbero in frantumi il vetro, al fine di levare il blocco delle serrature. Oggi, però, i ladri sono più scaltri e tecnologicamente preparati, soprattutto perché devono far fronte a veicoli sempre più evoluti, dove scassinare la serratura e staccare due fili non servirebbe proprio a nulla. La riprova ne è il fatto che, stando a quanto dichiarato dalle Forze dell’Ordine, le auto ritrovate non riportano quasi mai segni di scasso.

I suggerimenti di base

Ma come fare allora per proteggersi dal furto d’auto?

Ecco alcuni consigli che potrebbero sembrare banali, ma non lo sono affatto, in quanto i ladri cercano di sfruttare la disattenzione o l’ingenuità dell’automobilista.

  • Evita nel modo più assoluto di lasciare la tua auto con le chiavi inserite, fosse anche per un minuto solo.
  • Non lasciare mai i finestrini abbassati o il tettuccio dell’auto aperto, quando ti allontani: possono bastare pochi centimetri di spazio in un finestrino, per riuscire ad aprire la serratura.
  • Fin tanto che è possibile, evita di parcheggiare l’auto in strade o stradine isolate o in posti completamente incustoditi; cerca piuttosto di utilizzare i parcheggi protetti soprattutto durante le ore notturne.
  • Le chiavi sono il modo più semplice per chiunque di impossessarsi di un’auto. Per questo evita di appoggiarle su tavolini di luoghi affollati, anche per pochi istanti. Una distrazione tua, sommata ad una particolare attenzione del ladro potrebbero costarti l‘auto.
  • Oggetti di valore lasciati a vista dentro l’abitacolo potrebbero attirare l’attenzione di qualche malintenzionato: meglio evitare dimenticanze di questo tipo.
  • In strade isolate, se qualcuno dovesse tamponarti o se qualcuno dovesse fare l’autostop, non fidarti: potrebbe essere una strategia studiata ad hoc.

Gli antifurti

Fin qui abbiamo visto dei trucchi piuttosto semplici, che, proprio per questo motivo, si adattano a strategie di furto altrettanto semplici.

Ma come si diceva poc’anzi, le vetture sono sempre più evolute e i Lupin delle auto sempre al passo con i tempi.

Bisogna allora fare affidamento, oltre che sulle accortezze appena elencate, anche su strumentazioni adatte.

È il caso, ad esempio, degli antifurti. Questi si suddividono in due macro categorie.

La prima è quella degli antifurti meccanici: si tratta di dispositivi che, apposti allo sterzo o fermati ai pedali, ne impediscono l’utilizzo e di conseguenza non consentono di utilizzare l’auto, senza prima averli rimossi. Il loro difetto principale è la scomodità di utilizzo: ogni volta vanno manualmente attivati e disattivati e l’operazione non è rapida come quella di chiudere l’auto con un telecomando, soprattutto se si è di fretta.

Esistono poi gli antifurti elettronici: quello classico fa scattare una sirena non appena si tenta di aprire l’auto senza chiavi, ma ha una funzione solamente dissuasiva; l’immobilizer, invece, sembra essere più efficace, in quanto interrompe il passaggio dell’elettricità, impedendo dunque di mettere in moto il mezzo.

Questi antifurti per auto possono essere integrati dal satellitare, un sistema che, basandosi su di un localizzatore GPS, facilita la ricerca del veicolo in caso di furto. Alcuni di questi sono dotati di meccanismi che consentono di spegnere a distanza l’auto rubata.

Furti e tecnologia

Si diceva che, all’aumentare del livello tecnologico delle auto, cresce il livello di tecnologia impiegato dai ladri.

Ecco, quindi, entrare in gioco la clonazione delle chiavi, una soluzione che, se attuata, impedisce l’efficacia di qualsiasi sistema di antifurto.

Il sistema è semplice e geniale allo stesso tempo: un dispositivo detto RF Sniffer consente di copiare il segnale della chiave dal telecomando, per inviarlo su una chiave predisposta ad hoc. Le informazioni memorizzate qui vengono poi duplicate su un’altra chiave. È sufficiente una coppia di ladri: uno copia il segnale e lo trasferisce all’altro, che si impadronisce dell’auto.

Ci sono altre due possibilità: in un caso vengono utilizzati i jammers, dei dispositivi che disturbano le frequenze di chiusura del telecomando e consentono, in particolare nei centri commerciali o negli autogrill, di impadronirsi di un veicolo; nell’altro un laser scanner consente di copiare il codice identificativo della chiave.

La domanda che sorge spontanea tra molti automobilisti è la seguente: la vulnerabilità di un’auto è proporzionale alla sua evoluzione tecnologica e al suo essere autonoma?

Il dubbio potrebbe sorgere a ragione in quanto, se un’auto è guidata da un computer, sarebbe sufficiente riuscire ad accedere a questo hardware per impadronirsi del mezzo. Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, invece, la risposta è negativa.

Un’auto autonoma (non importa se la sua autonomia sia parziale o completa) è, infatti, dotata di una serie di sensori. Accedere ad uno solo di questi sensori potrebbe essere semplice, ma più cresce il numero di sensori (ovvero più cresce il livello di autonomia dell’auto) e più è complesso controllarli tutti dall’esterno.