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In moto d’inverno? Solo con il giusto abbigliamento

Qualunque blog si segua, con qualunque amico si parli, ogni volta che si cade sull’argomento dell’abbigliamento per la moto da utilizzare durante l’inverno, la conclusione cui si arriva è sempre una e una soltanto: vestirsi a cipolla.

Per quanto la tuta acquistata possa essere tarata per le temperature rigide, una volta che spunta il sole o che ci si ferma per entrare in un locale a bere qualcosa di caldo, è bene avere qualcosa di più leggero addosso, per non soccombere al caldo infernale, che, inevitabilmente, una “super tuta” causerebbe in un luogo chiuso, riscaldato e frequentato.

Vestirsi a cipolla, in particolare, vale per tutto il corpo: si parte dall’intimo, possibilmente termico, per arrivare agli strati più esterni, che dovranno essere necessariamente antivento (come il wind-stopper o il gore-tex) e antipioggia, soprattutto per chi percorrerà strade di montagna.

Abbigliamento invernale per moto: lo strato più profondo

La tecnologia ha fatto, da qualche anno, il suo ingresso anche nell’abbigliamento: gli sportivi ne possono beneficiare appieno. Si tratta di tessuti sintetici, che uniscono leggerezza di peso, capacità traspiranti e potenza termica. Insomma, che sia per andare in bici, praticare il running o, appunto, per andare in moto, ognuno di noi può trovare l’abbigliamento specifico di cui ha bisogno.

Per l’abbigliamento della tua moto, quindi, bando alla lana che fino a 15 o 20 anni fa era necessario indossare per stare al caldo, ma che provocava inevitabilmente attacchi di prurito, e largo ai vari tessuti di cui sono composte le t-shirt, a manica lunga o corta. Essendo, poi, particolarmente aderenti, queste magliette non impacciano nei movimenti.

Allo stesso modo delle maglie si trovano, nelle boutique online o fisiche, calzamaglie o pantaloni dello stesso tessuto. Il loro vantaggio, o almeno uno di questi, è di far traspirare la pelle: non sudare o non rimanere sudati, alla lunga, è fondamentale quando si va in moto, se si vogliono evitare raffreddamenti e dolori muscolari o reumatici.

L’aderenza di questi pantaloni e di queste magliette, poi, crea un isolamento fondamentale rispetto agli strati più esterni, a diretto contatto con il freddo, il ghiaccio, la pioggia, la neve e il vento.

Lo strato intermedio dell’abbigliamento invernale per moto

Completata la copertura a pelle, si passa a quella successiva, che, a seconda del freddo cui si andrà incontro, potrà essere fondamentale o facoltativa.

Quando la si indossa, si potrà scegliere tra due possibilità.

La prima è quella del “caro vecchio” pile o del più recente micro-pile: tessuti, come i precedenti, leggeri e caldi allo stesso tempo. Si trovano diversi modelli di felpe, giacche, pantaloni, con o senza cerniera sul davanti, con o senza tasche. Tanti pregi, un unico difetto: fanno passare il vento e vanno, quindi, abbinati ad un abbigliamento più specificamente wind-stopper.

La seconda possibilità è molto più tecnologica: capi di abbigliamento (per la parte superiore e la parte inferiore del corpo) che, collegati a cavi elettrici connessi direttamente alla batteria della moto, si riscaldano, provocando un certo tepore sul corpo del motociclista.

Questo abbigliamento per moto può essere collegato anche a delle batterie terze, in modo da non sovraccaricare quella del veicolo o può essere utilizzato anche separatamente, quando si scende, ad esempio. L’aspetto meno simpatico è però che le batterie hanno un certo costo (tra gli 80€ e i 120€) e che la loro durata è limitata a tre o quattro ore.

Quella dell’abbigliamento elettrico sembra una scelta molto poco da “duri e selvaggi” motociclisti, ma la sua comodità è tale che, una volta provato, difficilmente gli si resiste.

Lo strato esterno

Sopra a tutto, intimo e abbigliamento intermedio, andrà qualcosa di ancora più specifico e tecnico.

Le giacche e i pantaloni che si trovano nei negozi di abbigliamento per moto, oggi, sono costituiti di tre strati: si parte dall’imbottitura termica, si passa allo strato intermedio di tipo impermeabile e traspirante e si arriva, infine, all’esterno, tipicamente in cordura, per proteggere da eventuali cadute.

Per i viaggi più lunghi e verso inverni più freddi, si può indossare un piumino sotto la giacca e un antipioggia al di sopra. Di questo bisognerà tenere conto al momento dell’acquisto, per riuscire poi a muoversi una volta indossati tutti questi strati.

Per i pantaloni si può invece ricorrere ad altri modelli, aggiungendo, al di sopra e al di sotto, altri pantaloni, rispettivamente termici, antivento e antipioggia.

Chi viaggia in moto ed è solito organizzare lunghi viaggi-vacanze su due ruote, infine, sa bene quanto sia importante tenere al caldo le mani: ecco quindi intervenire delle manopole riscaldate, collegate alla batteria della moto e associate alle moffole, che aiutano il calore a rimanere sui palmi e, parzialmente, sulle dita; niente da fare per i dorsi, però! Il vantaggio, d’altra parte, sta nell’utilizzo di guanti meno ingombranti e, quindi, in una maggiore sensibilità durante l’uso della moto.

Come dimenticare i piedi? Impossibile guidare con i piedi freddi. Meglio, quindi, indossare calze termiche, in pile e in wind-stopper oppure calze riscaldate elettricamente.

Gli stivali, che dovranno essere di una o due taglie in più per far posto ai calzini, sono solitamente in gore-tex, ma le basse temperature li rendono poco efficaci. Le soluzioni sono due: abbondare con le calze tecniche (senza stringere troppo i piedi, per evitare di rallentare la circolazione sanguigna) oppure delle scarpe tecniche per basse temperature (arrivano a sopportare anche -40°), ma non specifiche per le due ruote.