Auto

Agevolazioni o incentivi? Le auto ibride in Italia

Non è solo propaganda: oramai le auto ibride, grazie al fascino di una scelta green, stanno riscuotendo sempre più successo. I numeri lo dimostrano: nel 2017, nel nostro Paese sono stati venduti 66.760 veicoli con un doppio propulsore, uno termico (prevalentemente a benzina, ma Volvo lo propone anche diesel) e uno elettrico. Dal 2010 ad oggi, il trend è in continua crescita, fino al +71% del 2017 rispetto al 2016.

Anche se per il momento, quindi, le ibride rappresentano “solo” il 4% delle auto immatricolate e circolanti su strade e autostrade italiane, il segmento è destinato a crescere ancora.

Scarsità di incentivi statali

Se i consumatori stanno reagendo bene all’immissione nel mercato di questo tipo di auto più attento all’ambiente, non si può certo dire che sia tutto merito degli incentivi statali all’acquisto delle auto ibride.

Dopo un iniziale fase “felice”, durante la quale era possibile ottenere dei forti sconti, infatti, i rubinetti sono stati chiusi: esaurita la somma destinata ai primi consumatori più attenti all’ecologia, non è stato stanziato più un solo euro in questa direzione.

Restano tuttavia delle agevolazioni per i possessori di auto ibride, anche se, come si vedrà, non in tutte le regioni è possibile beneficiarne.

Le Regioni del Nord

Le regioni più attente sono quelle del nord Italia, mentre molti degli automobilisti del sud sono penalizzati dalla scarsità di agevolazioni per chi decida di mettersi alla guida di un’auto ibrida.

I più fortunati sono gli automobilisti piemontesi: a partire dal 1° dicembre 2017, tutte le auto ibride con potenza uguale o inferiore a 100 kW godono dell’esenzione totale del bollo per i primi 5 anni.

In Liguria, l’esenzione del primo bollo e delle successive quattro annualità è partita nel 2016 per tutti i veicoli nuovi con alimentazione benzina/elettrica, benzina/idrogeno e gasolio/elettrica. La Valle d’Aosta esenta dal bollo i veicoli immatricolati dal 2017 al 2019 che siano alimentati con modalità ibrida o ad idrogeno.

Tutte le immatricolazioni che siano avvenute o che avvengano tra il 1 gennaio 2018 e il 31 dicembre 2020 di vetture ibride dotate di strumentazione per ricarica esterna (hybrid plug-in) beneficiano della riduzione del bollo per i primi tre anni. Questa decisione è stata presa dalla Regione Lombardia.

Ma non è finita, dato che anche in Veneto, dall’anno 2014 per i primi tre anni le auto ibride non hanno pagat  o la tassa automobilistica. Lo stesso avviene nella Provincia Autonoma di Trento, dove sono esentati per 5 anni i veicoli ibridi (immatricolati a partire dal 29 dicembre 2010) e nella Provincia Autonoma di Bolzano, dove l’esenzione del bollo si applica per 5 anni per le auto elettriche e per quelle ibride con emissioni di anidride carbonica inferiori a 30 grammi/km, per 3 anni negli altri casi di ibrido.

In Emilia Romagna l’esenzione totale del bollo è rimasta in vigore per le auto immatricolate nel 2016 e nel 2017. A quest’oggi, la misura non sembra essere riconfermata, ma è stato comunque previsto un contributo per tutto il 2018.

Le Regioni del Centro Sud

E le Regioni del Centro e quelle del Sud del Paese?

Iniziamo dalle Marche, dove per tutte le auto ibride immatricolate per la prima volta nel 2017, il bollo è esentato praticamente per 6 anni (il primo periodo più le successive 5 annualità).

A Roma e nel Lazio, dal 2014 i proprietari di modelli ibridi non pagano il bollo per tre annualità. Lo stesso discorso vale per la Campania, mentre la Puglia risulta la Regione che più di ogni altra in Italia (seconda solo forse alla Valle d’Aosta) offre incentivi ai possessori di auto ibride: tutti i veicoli immatricolati a partire dal 1 gennaio 2014 non pagano il bollo per 5 anni, mentre per i successivi ne pagano solo il 25%.

In alcune città, ma non in tutte, le auto ibride godono di ulteriori agevolazioni: il parcheggio è gratuito sulle strisce blu; nelle ZTL l’accesso è completamente gratuito (come nell’area C di Milano) o a tariffa ridotta.