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Bollo auto non pagato: cosa succede in caso di passaggio di proprietà?

Cos’è il bollo auto? Si tratta di una tassa di proprietà sul veicolo e va quindi pagata a prescindere dall’utilizzo dell’auto stessa. Questo significa che se sei proprietario di un veicolo che non utilizzi mai, dovrai comunque pagarlo.

Il bollo auto va pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. Se l’ultimo giorno utile cade di sabato, domenica o in un’altra festività, potrai pagare il primo giorno feriale utile, senza ammenda.

Puoi pagare alla Posta (dove la commissione da versare è ridotta rispetto a quelle delle altre soluzioni), oppure nelle tabaccherie Lottomatica, nelle ricevitorie Sisal, nelle Agenzie di disbrigo pratiche automobilistiche e in alcune banche (non tutte sono abilitate).

In alcune regioni d’Italia è possibile pagare il bollo anche online: tramite home banking o su ACI Bollonet.

Pagare il bollo in ritardo

Può capitare di pagare il bollo in ritardo: in questo caso, oltre all’importo base, dovrai pagare anche gli interessi maturati. Puoi effettuare un ravvedimento operoso, il sistema introdotto dall’articolo 13 del decreto legislativo 472 del 1992, che dà la possibilità al contribuente di regolarizzare la propria posizione fiscale a seguito di mancato, omesso o insufficiente versamento di imposte e tributi (non solo per il bollo auto non pagato, quindi). La sanzione che pagherai, in questo caso, sarà inferiore a quella che dovresti pagare nel caso di accertamento da parte delle istituzioni o delle Forze dell’Ordine.

Il ravvedimento operoso si applica solo entro i 12 mesi dalla scadenza del bollo.

Il calcolo delle sanzioni per omesso pagamento è fatto sulla base dei giorni di ritardo:

  • Ritardo di massimo 14 giorni: sanzione pari allo 0,1% per ogni giorni di ritardo;
  • Ritardo tra 15 e 30 giorni: sanzione pari all’1,5% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • Ritardo tra 31 e 90 giorni: sanzione pari all’1,67% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • Ritardo tra 91 giorni e un anno: sanzione pari al 3,75% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • Ritardo superiore ad un anno: la sanzione è pari al 30% della tassa dovuta, oltre agli interessi moratori che saranno calcolati per ogni semestre di ritardo (fino al 30/6/2003: 2,5%; dal 1/7/2003 al 31/12/2009: 1,375%; dal 1/1/2010: 1%).

Pagare il bollo con un ritardo di oltre 3 anni

In caso invece all’ACI risulti un bollo auto non pagato per 3 anni consecutivi, l’istituto stesso avvierà un accertamento: a quel punto, avrai 30 giorni di tempo per dimostrare che i bolli erano in realtà stati pagati. Diversamente, la tua auto verrà cancellata d’ufficio dal PRA (il Pubblico Registro Automobilistico), la Direzione Generale della Motorizzazione Civile ritirerà la targa e la carta di circolazione (avvalendosi della collaborazione delle Forze dell’Ordine, ovviamente). Sarai quindi costretto a pagare gli anni di bollo arretrati e a sottoporti a questioni burocratiche lunghissime.

Morale: il bollo va pagato sempre, entro i termini previsti dalla legge e le ricevute di avvenuto pagamento andranno conservate per 5 anni, anche se non esiste l’obbligo né di esporle, né di portarle a bordo.

E in caso di vendita dell’auto?

Ma cosa succede se vendi un veicolo, per il quale c’è almeno un bollo auto non pagato?

In caso di passaggio di proprietà, sarai sempre tu il debitore delle tasse non corrisposte, perché l’inadempiente al momento della scadenza sei stato tu: il debito non si trasferisce al nuovo proprietario.

Chi acquista un mezzo (non solo veicoli a quattro ruote, ma anche moto e ciclomotori) sul quale penda un bollo auto non pagato, un giorno potrebbe ricevere un sollecito di pagamento o una cartella esattoriale da parte dell’ente creditore.

Nessun problema, o quasi. Se, infatti, l’atto è nullo, e quindi il nuovo proprietario non sarà tenuto a pagare, dovrà invece impugnare l’atto davanti al giudice e non potrà chiedere al precedente proprietario il rimborso delle eventuali spese che avrà sostenuto per agire in giudizio e impugnare la richiesta: questo perché l’errore è stato commesso dall’amministrazione (che ha inviato la sanzione al soggetto sbagliato) e non dal privato (il quale, dal canto suo, non è tenuto a comunicare all’acquirente dell’auto suoi eventuali debiti fiscali).

Una buona notizia è che l’agente della riscossione non può iscrivere un fermo amministrativo su un mezzo dopo il passaggio di proprietà per i debiti accumulati dal precedente titolare.

È sempre bene quindi prestare attenzione al momento dell’acquisto di un mezzo usato ed informarsi sullo stato di pagamento del bollo. Nel caso di un bollo auto che scada a settembre, se l’auto è venduta nel corso del mese di ottobre, l’obbligo di pagamento ricade sul nuovo proprietario (quando lui entra in possesso del mezzo, i termini per il pagamento del bollo – 31 ottobre – non sono ancora scaduti.); nel caso in cui l’auto venga invece venduta a partire dal 1 novembre, il pagamento del bollo spetta al precedente proprietario.