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Cointestazione dell’auto: cosa succede in caso di decesso?

La cointestazione dell’auto è una soluzione che qualche volta viene adottata dagli automobilisti italiani, soprattutto tra coniugi, ma anche tra genitori, da una parte, e figli dall’altra, oppure tra persone di nuclei familiari diversi.

Va detto che vi sono interpretazione normative diverse per quanto riguarda la gestione del premio assicurativo di un veicolo intestato a due persone diverse e, quindi, in questi casi, si dovranno valutare le regole che ogni compagnia assicurativa deciderà di darsi in proposito.

La cointestazione dell’auto conviene?

Avere un’auto cointestata significa essere entrambi proprietari dello stesso veicolo; sul libretto di circolazione saranno riportati entrambi i nomi; la vendita dovrà essere approvata da entrambi e servirà l’accordo di entrambi per la stipula dell’assicurazione.

Ma quali sono i vantaggi della cointestazione dell’auto?

A dire il vero non sono poi tantissimi e questo si spiega con l’intenzione del Legislatore di limitare il più possibile il numero di auto cointestate.

Se, infatti, andiamo a vedere il caso pratico di un nucleo familiare e di un’auto intestata contemporaneamente ad un padre e al figlio neopatentato, a esempio, come sarà decisa la classe di merito da attribuire a questa polizza?

Il decreto Bersani e l’auto cointestata

La legge sulla cointestazione dell’auto prevede di utilizzare la classe di merito di base, la CU 14.

Esiste, nel caso in cui i due soggetti rientrino nello stesso Stato di famiglia, la possibilità di ricorrere al decreto Bersani, che consente di ereditare la classe di merito più favorevole, quella del padre, in questo caso.

Ma lo stesso non potrà succedere nel caso in cui il figlio cambi residenza o non sia già più residente nella stessa abitazione del genitore: in questo caso, all’auto cointestata, sarà applicata la classe di merito meno favorevole.

Diverso è il caso in cui l’auto venga cointestata tra due amici o tra due persone di due nuclei familiari diversi. Qui, dal 2014, la legge prevede che questa scelta venga espressamente indicata e registrata presso gli uffici provinciali della Motorizzazione Civile: sul libretto di circolazione dovranno essere registrati entrambi i nomi.

Va da sé che, in caso di vendita dell’auto, saranno necessarie le firme di entrambi i proprietari.

Irreperibilità e decesso di uno dei due proprietari

Ma allora, in caso di decesso di uno dei due, cosa accadrà? E se uno dei due risulta semplicemente irreperibile?

L’intestatario intenzionato a vendere l’auto o ad entrare in possesso anche della quota residua del veicolo, potrà agire secondo quanto prescritto dall’art 2699 del Codice Civile. Dovrà, prima di tutto, procurarsi il certificato di proprietà o il foglio complementare originale. Con questi documenti, poi, dovrà recarsi al Pubblico Registro Automobilistico e richiedere la trascrizione delle modifiche alla proprietà del veicolo.

Per portare a compimento questa procedura, il cointestatario interessato ad acquisire il titolo di proprietà dovrà recarsi agli uffici dell’ACI e qui presentare, su un foglio diverso dal certificato di proprietà, una dichiarazione unilaterale di vendita in bollo. In questo documento si dovrà certificare che la vendita viene fatta da un proprietario al 50% e da un non intestatario al 50% e che la trascrizione verrà effettuata secondo quanto previsto dalla legge.

Rispetto ad un passaggio di proprietà tradizionale, l’Imposta Provinciale di Trascrizione raddoppia, ovviamente.