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Colpo di frusta: come ottenere il risarcimento?

Colpo di frusta e risarcimento: questo apparentemente indissolubile legame trova una data fondamentale nell’anno 2012. È questo l’anno del decreto Monti, che ha dato un giro di vite ai risarcimenti, con l’obiettivo di ridurre i tentativi di frode assicurativa su questo tanto frequente quanto, per fortuna, non grave danno biologico da sinistro stradale.

Ma andiamo con ordine. Le statistiche parlano chiaro: di tutti i danni biologici (ovvero ferite più o meno gravi ricevute durante l’impatto di un’auto con un’altra), il colpo di frusta è quello più frequente nelle denunce degli incidentati, ben l’83% dei casi. Il che costringeva le compagnie di assicurazione ad esborsare, fino al succitato decreto Monti, la bella cifra di 2,4 miliardi di Euro l’anno.

Come si temeva, tuttavia, buona parte di questi rimborsi erano dovuti per frodi ai danni delle assicurazioni. È, infatti, a partire dall’applicazione del decreto che si registra un calo del 30% nelle richieste di rimborso per colpo di frusta.

Le novità portate dal decreto Monti

Cosa dice il decreto Monti? Come è stato in grado di andare a “stanare” i frodatori? Semplicemente, aggiungendo una riga al secondo comma dell’art 139 del D. Lgs 209/05 del Codice delle Assicurazioni:

“In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”.

In parole povere, questo significa che, per dar luogo a risarcimento per colpo di frusta sarà necessario dimostrare una prova clinica, raccolta tramite radiografia o TAC, ad esempio. Questo ha messo completamente fuori gioco i frodatori, che, con la connivenza di medici compiacenti e altri testimoni “costruiti”, presentavano certificati fittizi di colpi di frusta, diagnosticati visivamente. Ora la diagnosi visiva non è più uno strumento sufficiente per ottenere il risarcimento per colpo di frusta dalla propria assicurazione.

Cos’è il colpo di frusta

Gli incidenti, prevalentemente quelli per tamponamento, possono provocare con estrema semplicità un movimento scorretto e scomposto della testa e del collo, che, solo parzialmente, il poggia testa può limitare.

Si tratta di quello che i medici definiscono trauma distorsivo del rachide cervicale, ovvero delle 7 vertebre del collo, che si manifesta come una lesione lieve dei tessuti molli del collo. I sintomi più comuni del colpo di frusta infatti sono dolore e rigidità del collo, rigidità della spalla, mal di testa, vertigini, dolore al braccio.

Come si ottiene il risarcimento

Cosa fare in caso di incidente? Come in ogni altro tipo di sinistro, il primo step da seguire è quello di compilare il Modulo di Constatazione Amichevole di Incidente (modulo CAI).

Il secondo step consiste nell’individuare dei testimoni del fatto, qualcuno che abbia assistito al sinistro e sia disposto a riportarne la dinamica in sede giudiziale o anche solo di fronte alla compagnia di assicurazione.

Il terzo step sarà quello di recarsi al Pronto Soccorso. Questa fase andrà seguita al più presto: il giorno stesso o al massimo il giorno successivo al sinistro. Qui verranno accertate le eventuali lesioni , tramite TAC o radiografie.

Una volta emessa la diagnosi, il medico provvederà a fornire anche i relativi certificati di malattia fino a guarigione avvenuta.

L’importo del risarcimento per colpo di frusta sarà infine calcolato sulla base di diversi fattori, tra cui le risultanze della perizia medico legale, l’età del danneggiato e il numero di giorni di malattia.