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Come si guida una moto enduro su sentieri fuori strada?

Moto enduro stradali e maxi enduro, monocilindriche e bicilindriche: queste accoppiate fanno i numeri più elevati in termini di vendite sul mercato italiano. Ma sappiamo tutti guidare una enduro, magari fuori strada?

Ovviamente portare una due ruote da 100 kg non può essere la stessa cosa che portarne una da 230 kg: la gestione del peso, l’impronta delle curve, la reazione sullo sterrato sono necessariamente diverse se il propulsore ha uno o due cilindri. Ma vi sono approcci che non cambiano né in un caso, né nell’altro, e che invece fanno una netta differenza rispetto ad una nake o ad una stradale pura. Se avete comprato una moto enduro, l’avete assicurata e siete pronti per la vostra prima avventura fuori strada, leggete questi fondamentali consigli per evitare spiacevoli imprevisti.

La guida della moto enduro: in piedi sulle pedane!

La guida in piedi è una delle caratteristiche pure dell’off road. Non serve per farsi belli di fronte ai compagni di viaggio, né per venire meglio nelle foto o nei video. È invece una fondamentale questione di baricentro.

È risaputo che, sempre (camminando, in bici, sullo skate ed anche in moto), più il baricentro è basso e più l’equilibrio è elevato. E stando in piedi, tutto il peso del corpo viene spostato dalla sella alle pedane. Inoltre, in questo modo, è più efficace lo spostamento del nostro peso (e quindi dell’equilibrio della moto) da una pedana all’altra, a seconda delle esigenze (un percorso particolarmente sconnesso o un cambio di direzione improvviso) e delle necessità (ad esempio evitare contraccolpi alla schiena).

Attenzione, però: quando sarai in piedi sulla tua moto enduro, stradale o pura che sia, le gambe dovranno essere lievemente flesse, mentre le ginocchia, i piedi e i polpacci dovranno stringere contro il centro della moto (telaio e zona della sella a filo serbatoio); i piedi dovranno stringere contro il motore, anche per proteggersi da ostacoli bassi.

Per quanto riguarda gli arti superiori, invece, questi dovranno reggere in maniera morbida il manubrio, con i gomiti il più possibile larghi: questione di equilibrio e di assorbimento dei colpi al manubrio.

Velocità sulla moto enduro: cambio, acceleratore, freni e frizione

Per quello che concerne l’uso dell’acceleratore, del cambio, della frizione e dei freni, va ricordato un principio fondamentale: un motore in accelerazione (costante, ovviamente, e non brusca) aiuta sempre la tenuta di strada, sia sul rettilineo, sia in curva e soprattutto su qualsiasi fondo. Tutto deve essere tarato sulla base della situazione, certo, e dell’obiettivo da raggiungere, ma da questo principio derivano alcune considerazioni.

Innanzitutto: il motore dovrebbe essere sempre moderatamente su di giri. A pochi giri la tenuta di strada è affidata al caso e alla fortuna e questo non è sicuramente quello che ricerca un pilota di moto enduro stradal!

Il gas, poi, dovrebbe essere sempre costante, per evitare perdite di controllo della moto, impennate, uscite di carreggiata, sbandate. Se quindi il tratto non consente velocità elevate (il che è spesso la regola nell’off road più impegnativo), le marce dovranno essere basse.

Anche nella fase di rallentamento, bisogna evitare di levare il gas, ma utilizzare piuttosto le marce (scalandole) e i freni. Per quello che riguarda questi ultimi, poi, il buon senso prevede di iniziare sempre con quello posteriore, per aiutarsi solo in un secondo momento con l’anteriore; considera che i tasselli degli pneumatici sullo sterrato aiuteranno tantissimo la tua frenata (il che potrebbe rappresentare anche un problema in alcuni casi).

La frizione è un elemento fondamentale, soprattutto nei tratti più tecnici, salita o discesa che sia. La leva va utilizzata sempre dolcemente, fino al punto di stacco, facendola slittare leggermente: questo faciliterà la trazione in qualsiasi condizione, anche in frenata.

La posizione del corpo in accelerazione dovrà essere avanzata, verso il manubrio, mentre in frenata il suo peso si sposterà verso il retro della sella, per abbassare il baricentro.

Pendenze, sabbia e fango con la enduro

La salita va affrontata con decisione e con una marcia bassa, la prima o la seconda, il motore reattivo e il corpo pronto a reagire alle necessità. Per non cadere, evita sia di levare il gas all’improvviso, sia di aggrapparti al manubrio

In discesa, al contrario, il corpo dovrà spostarsi tanto più all’indietro, quanto più aumenta la pendenza della strada. Qui, le marce saranno alte e il motore giù di giri, ma non dovrai mai frenare troppo: quindi la velocità dovrà essere sempre ponderata e mai troppo elevata.

Restano la sabbia e il fango, estremamente diversi come livello di difficoltà, ma entrambi da affrontare a velocità piuttosto sostenute.

La sabbia, l’elemento più facile e divertente anche per chi sia agli esordi, va affrontata con il corpo leggermente arretrato, marce basse, regime alto. Questo evita l’affondamento della ruota anteriore. Non toccare mai i freni, dato che la sabbia frenerà già sufficientemente al posto tuo. Divertente, certo, ma faticoso, comunque.

Il fango è invece più difficile e rischia di spaventare chi sia alle prime armi, soprattutto per la velocità sostenuta cui va affrontato. La regola, in questo caso, è quella di lasciare il più pulita possibile la ruota posteriore e puoi raggiungere questo obiettivo solo in una maniera: con accelerate decise, anche se calibrate in base all’esperienza e allo strato di fango. In discesa sul fango, limita il più possibile l’utilizzo del freno anteriore, alterna accelerate forti e pressioni sul pedale, per pulire lo pneumatico.

E ora, buon divertimento!