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Contravvenzioni auto: cosa succede se non si paga entro la scadenza?

La multa sul parabrezza …

Un parcheggio in divieto di sosta o oltre il tempo per cui si era pagato, un limite di velocità superato, una manovra azzardata, e se il vigile passa accanto all’auto e nota l’infrazione, scatta inesorabile la multa. Come è giusto che sia.

Sono solo alcuni dei casi in cui, non tutti, ma molti automobilisti, anche quelli più attenti, prima o poi rischiano di ritrovarsi. A quel punto non resta che pagare recandosi presso gli uffici della Polizia Municipale,  tabaccheria o presso un punto vendita autorizzato a riscuotere la somma dovuta.

La cosa migliore da fare è di pagare il prima possibile per beneficiare della riduzione della somma (quando possibile), o per non incorrere nell’aggiunta di interessi o more.

Ma che succede alle multe non pagate? Esiste la possibilità di non sborsare la somma, piccola o grande che sia?

Prescrizione della multa entro

Iniziamo col dire che, nel caso non si trovi il verbale sul parabrezza dell’auto, o nel caso in cui la multa stessa non ci venga data brevi manu dall’agente che ha rilevato l’infrazione, la Pubblica Amministrazione ha 90 giorni di tempo per inviare al domicilio dell’automobilista la notifica.

Trascorsi questi 90 giorni, senza che al cittadino sia pervenuto alcun avviso, si applica la prescrizione: insomma, è un po’ come se la multa non fosse mai stata presa e quindi non abbiamo più l’obbligo di pagare.

Il pagamento entro 5 giorni e quello entro 60 giorni

Una volta ricevuta la sanzione amministrativa (la contestazione diretta dell’agente o a casa tramite notifica), però, l’automobilista (o il motociclista) può decidere di pagare immediatamente: entro 5 giorni dalla comunicazione, si paga in forma ridotta del 30%. Questa è una possibilità in essere dal 2013 (in virtù del cosiddetto “Decreto del Fare”), ma non si applica alle violazioni di natura penale (come per chi guidi in stato di ebrezza), alla confisca del veicolo (ma se ne può invece beneficiare nel caso di guida con mancata assicurazione) e alla sospensione della patente di guida.

In alternativa al pagamento in misura ridotta, vi sono 60 giorni entro cui pagare e, questa volta, a prezzo pieno.

Esiste ovviamente la possibilità di presentare ricorso al Giudice di Pace (entro 30 giorni) o al Prefetto (entro 60 giorni).

Fermo auto e pignoramento

E se gli automobilisti insistono a non regolarizzare le loro multe non pagate, cosa succede?

Trascorsi questi giorni, le multe non pagate assumono una rilevanza – negativa – ben maggiore. L’ente titolare del credito delega al recupero l’Agenzia delle Entrate Riscossione e sarà questa a notificare nuovamente all’automobilista l’importo della contravvenzione, con una maggiorazione semestrale del 10%, oltre alle spese della cartella e del suo invio, questa volta. Il che significa che ogni sei mesi l’importo crescerà di un ulteriore 10%.

E se qualcuno si ostina a non pagare, trascorsi ulteriori 60 giorni dalla prima notifica dell’Ente Riscossione, cosa succede alle multe non pagate?

Le possibilità sono due. Nel primo caso, l’ente procede al fermo auto: si vieta semplicemente all’auto di circolare per strada. Il fermo deve essere comunicato con un preavviso di 30 giorni e in questo mese, il titolare della multa può, in alternativa:

  • Pagare la multa e porre fine a questa odissea;
  • Richiedere la rateizzazione della somma e documentare il pagamento della prima rata;
  • Presentare i documenti necessari a dimostrare che il veicolo è fondamentale per svolgere il proprio lavoro autonomo, professionale o imprenditoriale che sia.

La seconda possibilità cui l’amministrazione può ricorrere è quella di procedere al pignoramento fino al raggiungimento della somma dovuta. Si parla per lo più di pignoramento presso terzi, con il prelievo forzato di un quinto dell’importo totale di stipendio o pensione.

Si ricorda che, una volta notificata la cartella di pagamento, l’Agenzia delle Entrate deve procedere entro 5 anni alla comunicazione di pignoramento o di fermo auto. Superato questo termine, per procedere, la Pubblica Amministrazione dovrà inviare nuovamente la comunicazione, pena l’invalidità dell’atto.