Tra tutte le brutte sorprese che possono capitare all’automobilista, ve n’è una che lascia il segno sul suo morale per qualche giorno, sul suo portafogli in misura notevole e, come se non bastasse, lo obbliga a perdere qualche ora di tempo.

Si tratta di quei casi in cui, tornando all’area in cui si era parcheggiato il proprio veicolo, non lo si trova più. Di riflesso, il primo pensiero va a: “non era parcheggiata qui!” e si cerca con lo sguardo attorno per vedere di riconoscere qualche punto di riferimento e ritrovare l’auto. Subentra poi la seconda fase, quella in cui, da semplice pensiero, la “sottrazione” del mezzo si materializza sempre più. Si teme un furto e si va con la mano allo smartphone per accedere all’app che ci consente di localizzarla o per chiamare la polizia.   Proprio in quell’istante, lo sguardo cade sul cartello di “rimozione forzata”!

Quando è prevista la rimozione dell’auto?

 

Nella maggior parte dei casi, un cartello specifico riporta espressamente il disegno dell’auto rimorchiata da un camion, ma va ricordato che si incorre nel rischio di rimozione forzata ogni qual volta si lasci l’auto davanti ad un passo carrabile, in doppia o terza fila (anche se esistono casi specifici in cui si può parcheggiare l’auto in doppia fila) posti auto riservati ai disabili, nei posti riservati al carico e allo scarico delle merci, nelle zone urbane in cui si tengano i mercati rionali e ovunque vi siano indicazioni che riportino l’inizio dei lavori pubblici proprio in quell’area.

Non è tutto: l’auto sarà soggetta a rimozione forzata anche in tutti quei casi in cui venga parcheggiata con le ruote su di un marciapiede (se non espressamente previsto dalla segnaletica orizzontale), in prossimità di un’intersezione stradale, sulle strisce pedonali, presso la fermata dell’autobus e nelle aree a traffico limitato (se non previsto).

La procedura da seguire

 

Cosa bisogna fare una volta che si sia accertato di aver parcheggiato il veicolo in un divieto di sosta con rimozione?

Si dovrà innanzitutto scoprire dove la propria auto sia stata portata. Per fare questo sarà sufficiente individuare un agente della polizia municipale o, in sua assenza, chiamare la relativa centrale operativa.

Al telefono o negli uffici, si dovrà specificare l’area in cui era parcheggiata l’auto, dettagliandone la marca, il modello e il numero di targa. L’agente di servizio a quel punto effettuerà tutte le verifiche del caso e comunicherà come e dove rientrare in possesso dell’auto.

Esistono però altre eventualità: una di queste è che l’auto sia stata prelevata su ordine dei Carabinieri o dalla Polizia, ma se nemmeno a loro risulterà un’operazione di rimozione corrispondente ai dettagli forniti, allora si dovrà provvedere alla denuncia per furto.

Come calcolare il costo per il recupero

Supponendo che vi sia stata effettivamente la rimozione forzata, la procedura da seguire prevede di presentarsi allo sportello del deposito, muniti di documento di identità in corso di validità, libretto di circolazione, certificato di assicurazione del veicolo e, se richiesto, il Nulla Osta al Ritiro, rilasciato dall’organo di Polizia che ha effettuato la rimozione.

A questo punto, per rientrare in pieno possesso dell’auto, non resterà che pagare la somma che l’ufficiale di polizia comunicherà e che sarà calcolata sommando il costo del prelievo e quello della custodia a quello dell’ammenda, secondo quanto stabilito dal comma 3 dell’art. 215 del Codice della Strada.

Per ogni rimozione effettuata a traino nei giorni feriali (sabato compreso), si dovranno corrispondere 78,77€; per quelle effettuate nei giorni festivi, invece, si dovranno pagare 97,74€. Per le rimozioni effettuate con carrello, il costa sarà di 94,52€ nei giorni feriali e di 117,28€ nei giorni festivi.

In alcuni casi, poi vi sarà da pagare un costo al km, pari a 4€ nei feriali e in orario diurno e a 7€ nei festivi e in orario notturno.

La sanzione per divieto di sosta è di importo variabile e dipende dai casi specifici.

Va infine ricordato che, per ritirare un mezzo sottoposto a rimozione forzata, sarà necessario provvedere al pagamento dell’intera somma. Nell’eventualità non si disponga della somma richiesta (contanti, bancomat, carta di credito o assegno), il veicolo resterà al deposito e, alle spese succitate, andrà aggiunto il costo del deposito stesso.