Il veicolo intestato ad un defunto

Nel normale ciclo della vita, succede che le persone nascano, crescano e poi muoiano. E non è nemmeno infrequente che le automobili sopravvivano ai loro proprietari. Ma cosa succede all’auto intestata ad un defunto? Può circolare sin da subito o vi sono delle restrizioni? E queste valgono anche in caso il defunto abbia predisposto uno specifico testamento?

Tutti i veicoli immatricolati in Italia (alla Motorizzazione Civile) sono registrati al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), dove sono indicati i dati dell’auto (la targa, la marca, il modello, i dati tecnici e la data di prima immatricolazione), oltre a nome e cognome del proprietario.

La legge e le sanzioni

duplicato targaLa logica conseguenza è che, al momento del passaggio di proprietà (sia esso per compravendita, per donazione o per eredità), quest’ultimo deve essere prontamente segnalato: il nuovo proprietario dovrà essere registrato al PRA. È la legge (art 94 del Codice della Strada e D. Lgs 285 del 30 aprile 1992) che lo stabilisce ed è la stessa legge (D.M. 22 febbraio 2001) a prevedere delle sanzioni amministrative in caso di inottemperanza: si va da un minimo di 705€, ad un massimo di 3.526€.

Nel caso non vi sia un unico erede, bensì più di uno, l’auto sarà intestata in comunione a tutti gli eredi (rientranti nell’asse ereditario: due figli, coniuge e figlio / figli, ecc.).

La voltura

Ma quali sono le procedure da seguire per il cambio nome al PRA?

  • La prima cosa da fare, perché un’auto intestata ad un defunto, possa circolare temporaneamente, è quella di accettare in eredità il veicolo: serve un atto pubblico o con scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente;
  • Superata questa prima fase, l’erede ha 60 giorni di tempo registrare l’accettazione dell’eredità al PRA: affinché l’atto sia legalmente valido, l’accettazione dell’eredità non deve essere in forma “tacita”, ma “espressa” (con firma autentica);

Una volta apportate le modifiche del caso al Certificato di proprietà e alla Carta di circolazione, non bisogna dimenticare di modificare anche l’intestatario dell’assicurazione; questo va fatto prima di mettere su strada l’auto appena ereditata.

Un ultimo consiglio: prima di accettare incondizionatamente un’eredità (e quindi anche un veicolo) è bene accertarsi di eventuali ipoteche, gravami o fermi amministrativi, che seguirebbero l’auto e verrebbero trasferiti ipso iure in capo all’erede. Sarà allora sufficiente effettuare una visura per targa presso il PRA.

I documenti necessari per la voltura

Ma perché un’auto intestata ad un defunto possa temporaneamente circolare, è necessario presentare al PRA una serie di documenti.

Innanzitutto, il Certificato di proprietà (quello intestato al defunto) e la Carta di circolazione.

Poi, come visto poco sopra, bisognerà provvedere a fornire la dichiarazione ufficiale in cui si accetta l’eredità: affinché questo documento abbia valore legale, è necessario che la firma appostavi in calce sia autenticata.

Nel caso non si tratti di una semplice eredità, ma di un testamento, ne servirà una copia. In un caso e nell’altro, sarà necessario fornire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la qualità di erede di chi si accinge a divenire il nuovo proprietario del veicolo.

Infine, bisognerà allegare alla documentazione anche copia del codice fiscale e di un documento di riconoscimento in corso di validità.