Finti sinistriSono all’ordine del giorno notizie di truffe tentate – e purtroppo a volte riuscite – a danno di ignari automobilisti.

Ecco una breve rassegna delle truffe più frequenti e un semplice vademecum per non farsi cogliere impreparati. Si tratta di raggiri subdoli posti in essere sfruttando il fattore sorpresa ma ogni automobilista, acquisita la consapevolezza dell’importanza della compilazione della constatazione amichevole di incidente, sarà in grado di affrontare con padronanza queste situazioni così sgradevoli e di non avvertire quei sentimenti di frustrazione che si provano una volta compreso di essere caduti nel tranello.

La truffa dello specchietto rotto o della fiancata strisciata continua a mietere vittime. Si sta guidando tranquillamente quando si avverte un rumore sordo. L’automobilista che con il suo mezzo pochi istanti prima era passato a distanza ravvicinata in modo concitato, mostra le conseguenze dell’urto: lo specchietto si è rotto oppure vi è un graffio sulla carrozzeria. Il truffatore convince il malcapitato di turno che è meglio risolvere la questione in modo bonario senza coinvolgere l’assicurazione. La vittima -convinta di essere in colpa e temendo delle ripercussioni sul piano assicurativo- si lascia convincere e paga subito in contanti, spesso rimanendo con il portafoglio privo anche dell’ultimo centesimo. Non è difficile inscenare la truffa: per simulare l’urto basta lanciare un sasso o battere un pugno contro la carrozzeria; le doti da consumato attore faranno il resto.

E che dire del fenomeno truffaldino del car jump? Di solito una persona giovane e dal fisico scattante simula un investimento gettandosi sul cofano di un’auto che in quel momento sta transitando in prossimità delle strisce pedonali. Il conducente della vettura, pur sicuro che quella persona è sbucata all’improvviso e che non vi era nessun pedone in procinto di attraversare la strada mentre l’auto stava sopraggiungendo, è colto da sensi di colpa e dalla certezza di vedersi aumentata la classe di merito e decurtati otto punti dalla patente. La vittima del raggiro tende, insomma, ad assumere un atteggiamento passivo e a non fare valere le sue ragioni.

Come comportarsi in queste situazioni? Essere razionali e non lasciarsi guidare dalle emozioni in questi frangenti diventa fondamentale. Una strategia sempre vincente consiste nel diffidare di chi esorta a non coinvolgere l’assicurazione. Nel primo caso dichiarare con fermezza di volere compilare la constatazione amichevole di incidente indurrà il truffatore ad allontanarsi. Nel secondo caso, il servizio clienti della propria assicurazione (e, all’occorrenza, anche le forze dell’ordine) può essere un ottimo interlocutore a cui spiegare la situazione e da cui ricevere delle indicazioni sul da farsi nell’immediatezza.

Immagine presa da: www.ilmattino.it