Si sente parlare sempre di più di guida assistita, ma di cosa si tratta? Quando si parla di guida assistita ci si riferisce a meccanismi che aiutano l’automobilista a condurre l’auto in maniera più sicura in città, ma anche in autostrada.

E anche se il futuro della guida è l’automazione completa dell’auto, non possiamo ancora parlare di guida autonoma, perché da un lato i sistemi di guida completamente automatizzata sono ancora “sotto analisi” (in particolare negli Stati Uniti) e, dall’altro, la legge (almeno quella europea) non prevede ancora questa possibilità di guida.

Esistono, d’altro canto, delle tecnologie, che, oltre a differire tra loro per il tipo di aiuto che possono offrire a chi sta al volante, differiscono per il livello tecnologico raggiunto.

L’aiuto alla frenata

Per rimanere al caso dell’assistenza alla frenata, si potrebbe anche dire che dei sistemi di guida assistita esistono già da diversi anni. Basti pensare all’ABS, che impedisce alle ruote, in caso di frenata brusca, di bloccarsi completamente e immediatamente, evitando quindi lo sbandamento dell’auto, soprattutto su bagnato. E poi vi è l’ESP, che distribuisce la potenza erogata dal motore, secondo il tipo di terreno e la sua pendenza, evitando il pattinamento dell’auto.

Oggi però si parla di un vero e proprio sistema di aiuto alla frenata: in alcune auto funziona solo tra velocità comprese tra i 10 km/h e i 30 km/h (quindi in centro città); in altri casi il sistema rallenta l’auto, ma deve essere il conducente a premere il pedale del freno per arrestare completamente il veicolo (soprattutto, quando l’auto è dotata di cambio manuale e non automatizzato); in altri ancora, invece, l’assistenza è totale e blocca completamente l’auto partendo anche da alte velocità (come in autostrada).

L’auto riconosce i pericoli (come l’attraversamento da parte di un pedone o di una bici o lo stop improvviso del veicolo che la precede), grazie a una telecamera, solitamente montata sul parabrezza.

Ovviamente, il sistema è in completa evoluzione e si va verso il riconoscimento, ad esempio, del pedone e del ciclista anche nelle ore notturne.

L’uscita dalla carreggiata

Altri sistemi di guida assistita aiutano l’automobilista a rimanere nella propria carreggiata. Ma cosa significa?

Dei sensori e delle telecamere sono in grado di riconoscere le strisce che delimitano lo spazio di guida, ad esempio in autostrada.

Nel caso in cui, per una distrazione, un colpo di sonno o altro, l’auto si sposti, ad esempio, verso destra e vada verso la corsia di emergenza, l’auto avvisa l’automobilista: un segnale visivo sulla plancia comandi, un segnale sonoro e, da ultimo, una vibrazione dello sterzo.

Ma nel caso in cui l’automobilista voglia spostarsi, ad esempio, per fermarsi urgentemente o per effettuare un sorpasso?

In questo caso, l’utilizzo delle frecce direzionali disattiverebbe il sistema di allerta.

Parcheggio e controllo adattivo della velocità

E non è tutto.

I sistemi di guida assistita aiutano il parcheggio. Nei casi più semplici, delle telecamere poste sul retro ed eventualmente ai lati dell’auto, consentono di avere una visione completa di tutto quello che c‘è attorno, per evitare di sbattere contro altre auto, muretti o persone. In sistemi più evoluti, sullo schermo di fronte al conducente, viene ricostruita in 3D la posizione dell’auto, vista dall’alto.

Ma la tecnologia ha fatto passi da gigante e alcune auto parcheggiano veramente da sole, effettuando un parcheggio “ad S” perfetto.

Vi è poi il controllo adattivo della velocità: in base al traffico e alle condizioni climatiche, la velocità di crociera, precedentemente impostata, viene diminuita, se necessario, e riportata allo standard precedente al ripresentarsi di condizioni di normalità sulla strada.

E in fase di sorpasso e di cambio corsia?

Dei radar sono in grado di rilevare la presenza di eventuali veicoli negli angoli ciechi, segnalandoli al conducente e, se necessario, di opporsi alla manovra evitando un incidente.