Auto

Il calcolo del bollo: cavalli fiscali, cavalli vapore o kiloWatt?

Cavalli fiscali, cavalli vapore e kiloWatt

Le relativamente recenti modifiche normative (manovra Monti del 2011) hanno forse generato un po’di confusione tra gli automobilisti, dando un’interpretazione diversa a termini che sono stati fino a poco tempo fa utilizzati in una determinata accezione.

In gergo fiscale, si parla di potenza per riferirsi alla potenza effettiva del motore, così come riportata sulla Carta di circolazione dell’auto. L’unità di misura della potenza è il kiloWatt, così come è stato ufficialmente adottato nel lontano 1982 dall’Unione Europea.

Il fatto è però che, nonostante siano passati 36 anni, le case automobilistiche gli appassionati e gli acquirenti di un’auto, utilizzano il termine cavalli.

Può succedere però che, questo utilizzo alternato di termini, generi confusione al momento di calcolare il bollo auto che si andrà a pagare. Per la tassa automobilistica si considerano i kiloWatt e non i cavalli: ad esempio, infatti, 200 CV corrispondono a 147 kW e quindi l’auto non supera la soglia di 185 dopo la quale è previsto il pagamento del cosiddetto super bollo (20€/kW oltre i 185 kW).

Qualche precisione

Ma allora come fare chiarezza? Come effettuare la conversione dai cavalli fiscali ai cavalli vapore? E come passare dai cavalli vapore ai kiloWatt?

Se parliamo di potenza vera e propria, ci riferiamo a cilindrata e potenza in cavalli o in kW (kiloWatt), mentre all’interno della categoria “potenza in cavalli” il riferimento è doppio: cavalli vapore e cavalli fiscali.

I cavalli vapore

I cavalli vapore sono l’espressione della potenza del motore e quindi delle prestazioni del motore: velocità massima, accelerazione, coppia e ripresa. Sono indicati dalla sigla HP (dall’inglese Horse Power) o da quella CV (nella versione italiana). Nell’acquisto di un veicolo, la valutazione dei cavalli vapore sarà appannaggio di chi ricerchi prestazioni scattanti, veloci, potenti del motore.

I cavalli fiscali

In questo caso, la potenza del motore, la sua cilindrata e, più in generale, le sue prestazioni, sono esclusi dal calcolo dei cavalli fiscali. Qui, quello che interessa è la cubatura del motore dell’auto, per calcolarne il suo valore fiscale, legale.

Nell’acquisto di un’auto nuova, la presa in considerazione dei cavalli fiscali sarà fatta in riferimento al bollo auto che si andrà a pagare: tramite scaglioni di appartenenza stabiliti dalla legge, in riferimento all’esatta cubatura del motore, un veicolo avrà un determinato numero di cavalli fiscali.

I quali poi sono utilizzati ai fini di calcoli assicurativi sui premi delle polizze o della deducibilità (per il dipendente che vuole richiedere rimborsi delle spese chilometriche all’azienda per cui lavora).

Il calcolo e la conversione

Poiché il calcolo dei cavalli fiscali viene fatto come già detto sui centimetri cubici esatti del motore dell’auto, ne consegue che due auto commercializzate entrambe con la stessa cilindrata possano appartenere a due categorie fiscali diverse tra loro.

Ad esempio, guardando alla tabella della conversione, si nota come ad un veicolo di 1.900 cc di cilindrata siano attribuiti 19 cavalli fiscali, mentre ad uno di 1.950 cc siano attribuiti 20 cavalli fiscali. Stessa differenza tra un 1.100 cc (13 cavalli fiscali) e un 1.150 cc (14 cavalli fiscali).

Ciò non toglie che, durante la commercializzazione, le prime due siano entrambe vendute come dei 1,9 litri di cilindrata e le ultime due come dei 1,1 litri.

I kiloWatt e i Cavalli Vapore

Rimane un ultimo passo. Il passaggio dai cavalli fiscali ai kW: come si fa? Per il calcolo dei kW, avendo come dato noto i cavalli fiscali, si moltiplicheranno questi ultimi per 0,7354. Il che ci porta, per attenerci agli esempi visti sopra, ad una potenza di 14,7 kW per 20 cavalli fiscali e di 10,29 kW per 14 cavalli fiscali.

E per conoscere la potenza espressa in cavalli vapore? Basterà sapere che un kiloWatt corrisponde a 1,36 cavalli: 100 kiloWatt saranno dunque uguali a 136 cavalli e così via.