Tamponamento semplice e tamponamento a catena

Tra gli incidenti che si registrano sulle strade e sulle autostrade, il tamponamento è forse uno dei più comuni e quelli in cui l’individuazione del responsabile è piuttosto semplice. Secondo il Codice della strada, infatti, in un tamponamento – ovvero un incidente in cui la parte anteriore di un veicolo si scontra con la parte posteriore di quello che lo precede nella stessa direzione di marcia – chi deve pagare i danni è colui che ha provocato il tamponamento, quindi che sta dietro.

Ma nel caso di tamponamento a catena, chi paga?

La ratio, il Codice della strada e la Cassazione

La risposta si trova nello stesso principio che risolve il caso del tamponamento semplice: l’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante consente di individuare il responsabile del sinistro. Tale principio è esplicitato dal Codice della strada, all’articolo 141.

Infatti, chi è alla guida deve adattare la propria velocità e il proprio comportamento in considerazione delle condizioni del proprio veicolo, del carico (un’auto con 5 persone a bordo e il bagagliaio pieno avrà dei tempi di frenata più lunghi di un veicolo che trasporti il solo conducente), del traffico e delle condizioni meteorologiche e dell’asfalto (il manto stradale bagnato è un altro fattore che deve condurre ad aumentare le distanze di sicurezza).

Possono darsi delle condizioni eccezionali, ma una sentenza della Corte di Cassazione (la n. 7804 del 2010) prevede che sia sempre il tamponante a dover dimostrare che l’incidente è stato causato da circostanze a lui non imputabili: una chiazza d’olio sull’asfalto, un comportamento anomalo dell’auto che lo precede o altre motivazioni.

Tamponamento a catena tra auto in movimento

Il tamponamento a catena è quel tamponamento che coinvolge, una dietro l’altra, un numero di vetture superiore a due. Ma cosa dire delle auto che si trovano tra la prima tamponante e quella davanti verso la quale vengono loro malgrado spinte?

Anche in questo caso, l’articolo 141 del Codice della strada, in abbinamento al 2054 comma 2 del Codice civile, consente di individuare il responsabile.

In un tamponamento a catena chi paga è sempre l’auto tamponante: questo significa che, nel caso di un tamponamento tra tre autovetture (che potremmo identificare con un numero progressivo, dove “1” corrisponde all’auto che precede tutte le altre e “3” corrisponde a quella che segue le altre due), l’auto “3” sarà responsabile del sinistro sulla “2”, mentre quest’ultima sarà responsabile del sinistro sulla “1”. Si dà quindi la presunzione di colpa in egual misura.

Tamponamento a catena tra auto ferme in colonna

Quello appena visto è il caso di un tamponamento tra auto in movimento. L’applicazione del principio dell’articolo 141, infatti, consente alla giurisprudenza di distinguere da quanto sopra il caso di un sinistro tra auto ferme (ad esempio, in coda ad un semaforo rosso).

In questo caso, infatti, il principio della distanza di sicurezza decade e la responsabilità complessiva del sinistro va fatta ricadere su chi abbia urtato per primo l’auto che lo precedeva (a questo proposito si è espressa anche la Corte di Cassazione, con sentenza n. 4021 del 2013).

Quindi, nel caso auto ferme in colonna e tamponamento a catena, chi paga è l’assicurazione del conducente che abbia urtato da tergo il primo dei veicoli che lo precedeva.