Moto

Impennate con la moto: cosa dice il Codice della Strada?

C’è una cosa che sognano tutti, grandi e piccini, chi alla guida di una vera moto, chi portando con la mano il modellino di una due ruote: impennare.

Le impennate con la moto hanno certamente molto fascino, danno brividi di adrenalina, ma siccome nessuno di noi è Tom Cruise sul set di Mission Impossible, dovremmo rimanere con entrambe le ruote a terra.

Si tratta infatti di una manovra particolarmente pericolosa e non solo per la velocità che una moto di un certo peso deve avere per poter rimanere in equilibrio su di una ruota sola. La posizione stessa, mixata alla velocità e ad eventuali imprecisioni dell’asfalto o ad ostacoli improvvisi, rischia di portare il centauro a cadere: e se una caduta in moto ha sempre un fattore di rischio piuttosto alto, da una posizione simile è ancora più elevato.

Anche il fatto di dotarsi delle protezioni migliori, come le giacche specifiche per proteggere la schiena e in particolare la colonna vertebrale, non riduce i rischi dovuti ad una caduta. E poi vi sono sempre i rischi legati alle fratture di gambe o schiena.

L’articolo 170 e il divieto di impennare con la moto

Insomma, le impennate con le moto possono essere sicuramente “esaltanti”, ma non valgono il rischio che si corre.

Ma poi, il pericolo rappresentato da una caduta non è tutto. Eh già, perché il Codice della strada vieta le impennate.

L’articolo in questione è il numero 170, che recita così: “sui motocicli e sui ciclomotori a due ruote, il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, deve stare seduto in posizione corretta e deve reggere il manubrio con ambedue le mani, ovvero con una mano in caso di necessità per le opportune manovre o segnalazioni”.

Beh, dirai: dove sta il divieto? Se impenno, braccia e gambe sono sempre al loro posto, sono seduto correttamente sul sellino della mia moto, le mani reggono saldamente (forse ancora più che con due ruote a terra) e al limite posso anche salutare gli amici con una mano quando gli passo davanti.

E, invece, il divieto di impennare la moto è precisato proprio nel prosieguo della frase: il conducente “non deve procedere sollevando la ruota anteriore”.

La sanzione amministrativa

Che succede, nel caso venissi visto dalle Forze dell’Ordine a procedere con una ruota sola?

Ci si aspetterebbe una sanzione commisurata al rischio ed invece il Codice della strada procede abbastanza delicatamente nei confronti di chi commetta questa infrazione: solo 81€, che in caso di pagamento entro il quinto giorno sono ridotti del 30% (come per tutte le infrazioni stradali), mentre per chi non paghi entro 60 giorni vengono portati al doppio, ovvero 161,50€. Poco se si pensa che la guida senza cinture di sicurezza è sanzionata in modo più pesante (ma entrambi i comportamenti sono pericolosi).

Sempre l’articolo 170 prevede, poi, di levare un punto dalla patente di chi abbia fatto un’impennata con la moto. Insomma, l’impressione è che non si sia voluti intervenire con delle sanzioni ad effetto deterrente, che invece nei confronti di altri comportamenti non corretti hanno avuto un effetto positivo.

Anche il fermo amministrativo della moto è solo una pena accessoria, a discrezione, quindi, dell’agente che rileva il comportamento scorretto del motociclista. L’art. 214 prevede il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni. In caso di recidiva entro i due anni, il fermo passa a 90 giorni.

La sanzione penale

Se continui a ritenere che procedere con una ruota sola non metta necessariamente a repentaglio la tua incolumità, ricorda però che nel caso, a seguito dell’impennata con la moto, dovessi coinvolgere qualcuno (insomma, se provocassi un incidente) e procurargli lesioni con una prognosi di durata superiore ai 40 giorni, ti sarà contestato il reato di lesioni gravi e, nei casi più gravi, di omicidio stradale, cui seguono la confisca della moto, il ritiro della patente, una serie di conseguenze penali, fino alla reclusione.