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La seconda auto: decreto Bersani, quando conviene?

Il decreto Bersani e l’ereditarietà della classe di appartenenza

L’auto è sempre più una necessità al giorno d’oggi e sono moltissime le famiglie italiane ad avere più di un’auto sotto lo stesso tetto, o meglio, dentro lo stesso garage. Ma al momento di pagare l’RCA, l’assicurazione per la seconda auto rischia di influire pesantemente sulle finanze di casa.

Questo rischia di essere particolarmente vero nel caso in cui il secondo veicolo serva ad uno dei figli, magari neopatentato.

Per evitare dei conti troppo salati, è intervenuto, ormai 11 anni fa, il cosiddetto decreto Bersani. La legge n. 40 del 2 aprile 2007 sulle liberalizzazioni prevede, tra le altre cose, l’ereditarietà della classe di appartenenza della polizza assicurativa.

Questo significa che, nel coprire una seconda auto con qualsiasi compagnia di assicurazioni (quindi anche diversa da quella cui si è affiliati per il primo veicolo di casa), chi acquista un nuovo veicolo non partirà dalla 14esima classe di assegnazione (com’era invece prima del 2007), ma dalla classe bonus malus più conveniente all’interno dello stesso nucleo famigliare.

 

Le condizioni per l’applicazione del decreto

Ovviamente, il decreto precisa in modo dettagliato le condizioni che devono essere rispettate per poter beneficiare di questa possibilità:

  • Coloro che “cedono” la classe di merito e coloro che la “acquisiscono” devono essere in entrambi i casi delle persone fisiche. Questo significa che la classe bonus malus di un privato cittadino non può essere trasferita ad una ditta, anche se famigliare.
  • Chi “cede” la classe di merito e chi la “acquisisce” deve trovarsi all’interno dello stesso Stato di famiglia. Di conseguenza, il figlio che abbia trasferito la residenza per motivi di studio o di lavoro, non potrà beneficiare delle possibilità offerte dal decreto Bersani sull’assicurazione della seconda auto.
  • Entrambi i veicoli dovranno essere intestati ad un membro del nucleo famigliare (ma non necessariamente allo stesso).
  • Chi “cede” la classe di merito deve avere avere una polizza in vigore al momento della cessione del beneficio.
  • La classe bonus malus può essere ceduta solo per veicoli dello stesso tipo (da auto ad auto, ad esempio, e non da auto a moto).

 

Decreto Bersani, ma premio più alto

Vista così sembrerebbe che, in modo del tutto automatico, acquistata una seconda auto in famiglia, il premio da pagare per l’assicurazione della seconda auto sarà perfettamente identico a quello della prima. Ma in realtà non sarà sempre così.

Il motivo è presto detto. La legge Bersani parla infatti di trasferimento della classe bonus malus, ma questo è solo uno dei tanti capitoli che vanno a determinare il costo finale da pagare per assicurare un veicolo.

Se chi cede la classe di merito, quindi, guida da parecchi anni e non ha registrato sinistri da molto tempo, probabilmente continuerà a pagare meno del figlio neopatentato. Per la determinazione del premio per quest’ultimo, infatti, le assicurazioni prenderanno in considerazione altri fattori (come l’inesperienza, ad esempio), che faranno quindi lievitare il prezzo finale.