Il numero crescente di auto in circolazione su strade e autostrade e in particolare nelle città ha spinto Governi nazionali e Unione Europea a trovare delle soluzioni per porre rimedio, almeno in parte, al problema dell’inquinamento.

È così che, nel 1991, l’UE ha imposto ai produttori di veicoli tramite l’emanazione di una serie di direttive, la riduzione delle emissioni inquinanti. Una delle dirette conseguenze è la categorizzazione delle auto in classi ambientali (definite categorie Euro o classi di inquinamento delle auto), che si distinguono l’una dall’altra per il livello di attenzione all’ambiente. In un crescendo di categoria Euro (da Euro 0 a Euro 6), si va verso auto sempre meno inquinanti.

La combustione e l’inquinamento

Volendo aprire una parentesi di tipo fisico-chimico, si potrebbe sintetizzare il discorso nella maniera seguente.

Da una qualsiasi combustione (come quella che avviene all’interno dei motori delle auto) tra combustibili (il carbonio e l’idrogeno) e comburenti, dovrebbero essere restituiti, a fine reazione, vapore acqueo e anidride carbonica.

Il condizionale è d’obbligo, in quanto la reazione che avviene nel motore a scoppio non è perfetta e genera altre sostanze, come gli ossidi di azoto e il monossido di carbonio. I primi sono sostanze irritanti e pericolose, responsabili dello smog e delle piogge acide; il secondo è estremamente pericoloso, non solo se respirato in grandi quantità (nel qual caso provoca intossicazione e, successivamente, decesso per soffocamento). Restano infine gli idrocarburi incombusti, delle mini particelle non eliminate dalla reazione e spesso cancerogene, e il particolato e le polveri sottili, responsabili di malattie polmonari, difficoltà respiratorie, allergie, infezioni e inquinamento alimentare.

La logica della normativa

Ora è forse più chiaro il senso della normativa europea che, circa 17 anni fa ha cercato di percorrere una strada per la riduzione progressiva dell’inquinamento da gas di scarico.

In base al periodo di produzione, le case automobilistiche hanno dovuto e devono ancora oggi rispettare delle regole progressivamente più rigide, che mirano a ridurre gli inquinanti prodotti dall’utilizzo delle auto.

Subentra poi un ulteriore elemento, che dovrebbe portare gli automobilisti a scegliere veicoli progressivamente più green: le politiche delle grandi e medie città italiane ed europee di vietare periodicamente la circolazione alle auto che non rispettino le normative più restringenti in materia di rispetto dell’ambiente (in questo momento, la classe di inquinamento delle auto che hanno libero accesso sempre e comunque ai centri cittadini, è quella delle benzina di categoria Euro 6, delle ibride e delle elettriche).

Le categorie Euro e la specificazione sul libretto

Quali sono quindi le categorie auto?

La prima è quella definita Euro 0 o pre-Euro, nella quale rientrano tutti i veicoli non catalizzati a benzina e i veicoli non eco-diesel (che rientrano invece tra gli Euro 1). È facile riconoscere queste auto a colpo d’occhio, perché la loro Carta di circolazione è spesso compilata a mano (procedura possibile fino al 1978).

Dal 1993, la direttiva 91/441 (e la 93/59 per i veicoli commerciali leggeri) imponeva di adottare l’alimentazione a iniezione e la marmitta catalitica: le auto di questo tipo sono dette Euro 1.

La direttiva 94/12 e la 96/12, in vigore per le auto prodotte e omologate a partire dal 1996, impongono un’ulteriore riduzione degli inquinanti (Euro 2).

Tutti i veicoli prodotti a partire dal 1 gennaio 2001 devono avere installato un sistema detto Eobd, per poter rientrare quindi nella classe di inquinamento auto Euro 3 (secondo la direttiva 98/69).

Tutti i veicoli prodotti dal 1 gennaio 2006 sono invece appartenenti alla categoria Euro 4, in virtù dell’applicazione della direttiva 98/69B.

I livelli di emissione scendono ulteriormente per le auto Euro 5, omologate dal 1 settembre 2009 e immatricolate dal 1 gennaio 2011, nel rispetto di diverse direttive emesse tra il 2005 e il 2008.

L’ultima categoria è la Euro 6 ed è in vigore per le omologazioni a partire dal 1 settembre 2014 e per le immatricolazioni a partire dal 1 settembre 2015. Vi rientrano, a prescindere dalla data di uscita, anche le auto ibride e quelle elettriche.

Ma come può fare l’automobilista che possiede un’auto non proprio recente a sapere a quale categoria appartenga il proprio veicolo?

Questo tipo di informazione è disponibile nella Carta di circolazione. In questo momento, esistono due versioni di questo documento: nella versione più datata, la categoria Euro è indicata in basso, nel riquadro 2; nella versione più recente (la Carta di circolazione in formato A4), è possibile leggere la categoria Euro alla lettera V.9 del riquadro 2 ed è spesso esplicitata ulteriormente al riquadro 3.