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Mobilità sostenibile in auto e moto: 5 consigli per contribuire attivamente (e positivamente)

Si fa un gran parlare di mobilità sostenibile da parte dei governi e delle amministrazioni, da parte delle associazioni, degli organismi non governativi e anche da parte dei privati cittadini.

Chi più, chi meno, un po’ tutti hanno sentito parlare della questione e dei suoi risvolti per tutti noi e per il futuro del pianeta. Non tutti sembrano, però, rendersi conto della gravità della situazione ambientale e non tutti sembrano avere la volontà e il desiderio di partecipare attivamente per porvi rimedio.

Cosa può fare il singolo per ridurre l’impatto dei propri spostamenti sul riscaldamento globale e sull’emissione di inquinanti?

Scegliere un’auto meno inquinante di quella che si sta guidando

La prima cosa che verrebbe da dire è quella di scegliere di acquistare un mezzo di trasporto il meno inquinante possibile.

Questo non significa sbarazzarsi immediatamente della propria auto per acquistare un Euro 6 o meglio ancora un’ auto ibrida o elettrica, se non strettamente necessario. Mandare in rottamazione un veicolo prima del tempo non è una scelta ragionevole in termini di riduzione dell’inquinamento.

Altro discorso, invece, è quello di chi, nel momento in cui rottama la propria auto, acquistasse un prodotto il meno inquinante possibile: in questo caso, la scelta rientrerebbe pienamente nella logica di una mobilità sostenibile.

Ma quali sono le possibilità oggi?

L’auto elettrica è senza dubbio la scelta migliore in assoluto, almeno fino a quando non si porranno le questioni relative allo smaltimento delle batterie. Allo stesso tempo però vanno sollevati due ordini di problemi: il primo è relativo ai costi, ancora molto proibitivi, di un’auto 100% green; il secondo è relativo, invece, all’autonomia di questi veicoli e al fatto che solo pochissime città in Italia mettono a disposizione una rete di ricarica sufficiente da garantire un utilizzo “normale” di queste auto. In alcuni casi, possedere un’auto elettrica, al momento attuale, significherebbe condannarsi a … restare a casa!

L’auto ibrida potrebbe essere un buon compromesso anche se, pure in questo caso, i prezzi di acquisto restano più elevati, a parità di modello, rispetto ad un’auto a propulsore esclusivamente termico.

Restano poi altre possibilità, come quella del metano: l’anno prossimo, ad esempio, uscirà sul mercato il primo SUV interamente a metano. Anche questa scelta potrebbe essere vicina ad una strategia di mobilità sostenibile, pur con i limiti dati dalla rete di rifornimento, non regolare sul territorio italiano e dalle tempistiche di ricarica, piuttosto lunghe (all’incirca 20 minuti per un pieno di metano).

Per il momento, l’idrogeno per l’automotive non è ancora sufficientemente sviluppato, per consentire un trasporto sicuro e completo, ma non c’è dubbio che nei prossimi anni la rete di distribuzione e il mercato sopperiranno a queste pecche.

Mezzi pubblici e spostamenti a piedi o in bici

Quanto detto fino ad ora, resta nell’ottica della scelta individuale per l’acquisito di un mezzo di trasporto che sia il meno impattante possibile al momento dell’utilizzo.

Vi sono poi altre strategie da adottare a livello di comportamento, che vanno nella direzione di un utilizzo intelligente dell’auto.

Un atteggiamento di mobilità sostenibile ad esempio dovrebbe imporre di utilizzare i mezzi di trasporto il meno possibile: che si tratti di un mezzo a gasolio o elettrico, ogni auto che si sposta sulle strade incrementa il traffico; e delle auto sulle strade intasate si arrestano e ripartono di continuo, consumando di più e inquinando di più. Per chi ne abbia la possibilità, uscire a piedi o con i mezzi pubblici o con la bicicletta è, nei limiti del possibile, la scelta migliore.

Ridurre le uscite in auto e proporre il car sharing

Vi sono poi delle uscite in auto che si rendono irrimandabili, irrinunciabili. Tutte queste andrebbero accorpate, in modo da utilizzare auto o moto, solo quando strettamente necessario.

Resta poi un altro gradino della mobilità sostenibile, il cosiddetto car sharing: se due, tre, quattro o cinque persone tutte le mattine si recano individualmente presso lo stesso posto di lavoro, partendo all’incirca dallo stesso posto, sono cinque auto che si muovono, completamente vuote.

Se le stesse persone si accordano e utilizzano lo stesso mezzo, tutte e cinque risparmiano (fino a 5 volte) carburante ed eventualmente parcheggio e pedaggio autostradale; ma soprattutto è tutto l’ambiente (e quindi tutti noi) che ne beneficia, perché quattro veicoli restano parcheggiati a casa!

Mettere d’accordo cinque persone costringe a dei compromessi su orari di partenza e quant’altro, questo è vero, ma è altrettanto vero che cinque persone in una stessa auto si tengono compagnia e socializzano. Insomma, non è solo l’ambiente a trarne vantaggio.