Pratici, ma … inutilizzabili?

Hoverboard e monopattino elettrico potrebbero essere due mezzi di trasporto pratici, rapidi, divertenti ed ecologici; consentirebbero, a chi li utilizza, di spostarsi agevolmente sulla breve distanza, evitando il problema del traffico e del parcheggio.

Il condizionale è però d’obbligo, in quanto il loro utilizzo sulla pubblica strada non è ammesso dal Codice della Strada.

Prima di scendere nei dettagli, descriviamo brevemente i due “oggetti”, anche per evitare confusioni, che potrebbero generarsi in chi non conosca né l’uno, né ‘altro.

Il monopattino e lo skateboard … elettrici

Il monopattino elettrico ha la stessa forma e la stessa struttura del monopattino tradizionale, quello a spinta. Rispetto al suo antenato è, però, dotato di un piccolo motore elettrico, che gli consente di raggiungere una velocità di 40 km/h; pesa una trentina di kg e costa all’incirca 300-400€.

L’hoverboard si presenta come uno skateboard elettrico, ma con un asse solo (e quindi due sole ruote). Ogni piede poggia su una pedana (le due pedane sono ovviamente unite tra loro), alla quale è collegata una ruota. Gli spostamenti e le frenate sono gestite tramite la semplice pressione del singolo piede (ognuno comanda una ruota): inclinando il piede in avanti, si imprime accelerazione al mezzo; inclinando il piede all’indietro, si frena e si va in retromarcia. Ovviamente, gestendo la pressione dei due piedi in misura diversa, si riesce a curvare.

Per portare a casa un hoverboard si possono spendere tra 200€ e 600€.

La circolazione su strada

Monopattino elettrico e hoverboard non sono considerati, secondo la legge italiana, dei mezzi di trasporto, ma dei semplici “acceleratori di andatura”. In quanto tali, il loro utilizzo è vietato sulle strade e sui marciapiedi, destinati, questi ultimi, ai pedoni.

Ma allora, dove è possibile utilizzare questi mezzi?

Ovviamente, in tutte le aree private (come i parcheggi, ad esempio); ma non solo. Quando il Codice della Strada elenca i punti in cui è vietato utilizzare gli acceleratori di andatura, non parla della banchina. Questa è definita come “la parte della strada compresa tra il margine della carreggiata e il più vicino dei seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati”.

Quindi, riassumendo, tutti i possessori di hoverboard e di monopattino elettrico potranno utilizzarli nelle aree private e nella banchina.

Le ammende

Chi invece utilizzi uno di questi mezzi su marciapiedi o strade, e venga fermato da un vigile o da un componente delle Forze dell’Ordine, si vedrà inflitta una sanzione amministrativa compresa tra 25€ e 100€.

Nel caso si tratti di un soggetto minorenne, l’ammenda sarà inflitta ai genitori (o all’adulto che in quel momento era tenuto a sorvegliarne il comportamento), dato che, secondo la Cassazione, le infrazioni del Codice della Strada non possono essere attribuite a soggetti incapaci (tra cui quindi anche i minori).

La serie di ammende è stata inaugurata in Italia da un cittadino tedesco in ferie a Bibione, che circolava sul lungomare con un monopattino elettrico: 9.000€ di multa. Poi, è stata la volta di due ragazzi a Salerno, uno in monopattino, l’altro con una bici a pedalata assistita (ovvero, elettrica). Poi 50€ di multa alla madre di un ragazzino in piazza Grande a Venezia, mentre un padre trentino ha ricevuto un’ammenda di 1.200€ ed è stato decurtato di 5 punti sulla patente, perché utilizzava l’hoverboard per spingere il passeggino.

Ma perché le ammende in alcuni casi sono lievitate oltremodo? Per poter circolare sulla strada, secondo la legge, i mezzi devono essere omologati, assicurati e provvisti di targa. I vigili più puntigliosi possono aggiungere ai 25 – 100€ di base, anche la mancanza di assicurazione, di certificato di circolazione, di targa e di casco.

Come fare, allora? Semplicemente, attendere la creazione nel Codice della Strada di una categoria ad hoc.