Nonostante l’evoluzione tecnica nella progettazione e nella produzione degli pneumatici, che ha portato a mescole e disegni del battistrada sempre più efficienti, la foratura delle gomme resta uno degli incubi, anche se non il peggiore, degli automobilisti.

Ma esiste un modo per evitare o almeno per limitare le forature? E se ci dovessimo trovarci con una gomma a terra, magari su di una strada trafficata, cosa dovremmo fare?

Un’indagine Ipsos, commissionata da Nokian Tyres, ha preso in esame un campione di automobilisti europei nell’arco di 5 anni. E quello che è emerso è che almeno 4 su 10 hanno forato un minimo di 1 o 2 volte. Se bucare uno pneumatico è un evento che si verifica con la stessa diffusione in quasi tutti i paesi, gli automobilisti tedeschi sono quelli più “fortunati”: ben il 69% non ha mai forato. Merito forse delle strade più pulite e più controllate? O di un utilizzo più oculato del veicolo e di una più attenta manutenzione quotidiana dell’auto  e, più nello specifico, dello pneumatico dell’auto?

Infatti, se è vero che anche le gomme nuove possono bucarsi, a causa di oggetti affilati che si conficcano all’interno della scanalatura e spingono attraverso il belt package, è altrettanto vero che, a prescindere dall’età dello pneumatico, è la bassa pressione ad incrementare il rischio di foratura, soprattutto per gli impatti sul fianco della gomma stessa.

La maggiore incidenza di forature: in estate

In generale si può dire che gli automobilisti europei sono poco attenti allo stato delle gomme: mediamente solo uno su tre nel corso dell’anno procede con regolarità al controllo della pressione degli pneumatici e solo uno su quattro si ricorda di verificare lo stato degli pneumatici dell’auto prima di affrontare un lungo viaggio.

Senza necessità di scomodare l’Ipsos, è sotto gli occhi di tutti che la maggiore frequenza di forature si ha quando piove (semplice sfortuna che si accanisce contro l’automobilista qualunque) e in estate. Verrebbe da chiedersi se sia il caldo ad aumentare il rischio.

Se da un lato l’aumento della temperatura può essere all’origine di uno sgonfiamento della gomma (che a sua volta, come appena detto, rende più facile la foratura), dall’altra è altrettanto vero che durante i mesi estivi si percorrono molti più km, in meno tempo, rispetto al resto dell’anno e, allo stesso tempo, su strade e autostrade c’è una maggiore concentrazione di lavori di manutenzione del fondo stradale (con conseguente abbandono, accidentale di detriti sull’asfalto).

Come limitare i danni?

Vista così, sembra che sia impossibile evitare del tutto le forature degli pneumatici dell’auto. Ed effettivamente questo è innegabile.

L’automobilista, tuttavia, può cercare di minimizzare i rischi, tramite una guida più attenta, soprattutto in prossimità dei cantieri stradali o in prossimità di cordoli e marciapiedi e grazie ad una manutenzione periodica delle gomme.

A questo proposito basta ricordare che una pressione dello pneumatico più bassa del 20% accorcia la vita dello stesso del 50%. Chi non monta le gomme quattro stagioni, dovrebbe portare la pressione degli invernali più alta di 0,2 – 0,3 bar più alta rispetto a quella degli estivi (prendendo come punto di riferimento le indicazioni fornite dalla casa costruttrice e indicate nel libretto di manutenzione del veicolo).

A prescindere dalla stagionalità della gomma, poi, la pressione va incrementata all’aumentare del carico del veicolo. Diversamente, infatti, il fianco dello pneumatico dell’auto tenderà a curvarsi verso l’esterno, il che lo renderà più suscettibile ai danneggiamenti.

Per chi abbia acquistato un veicolo di recente, un aiuto in questo senso verrà dal sistema Tyre Pressure Monitoring System, che avviserà l’automobilista nel momento in cui la pressione dovesse scendere al di sotto della soglia di sicurezza.

Ho bucato: che fare?

Ricordiamo che la foratura degli pneumatici dell’auto non ha conseguenze solo su quella mezz’oretta (di meno per i più abili, di più per chi debba svuotare l’intero portabagagli per accedere alla ruota di scorta) necessaria per sostituire la gomma.

Si tratta, invece, soprattutto in autostrada e quindi ad alte velocità, di una questione di sicurezza. Un veicolo che dovesse forare a 100 km/h è più difficilmente controllabile di uno che viaggia a 50 km/h. Anche per questo motivo, è bene rispettare sempre le distanze di sicurezza, anche per evitare di scontrarsi con l’auto che ci precede, in caso questa bucasse.

Se poi accade a noi, la cosa migliore da fare è fermarsi quanto prima (evitando, se possibile, le gallerie e i tratti in curva), mettendosi a destra, nella corsia di emergenza, se presente.

In caso di condizioni di traffico particolarmente difficili, l’ideale sarebbe di chiamare l’assistenza stradale che possa o segnalare adeguatamente la vostra presenza durante la sostituzione dello pneumatico dell’auto o portarvi in un’area di sosta, dove effettuare con calma e in tutta sicurezza il cambio della gomma.

Negli altri casi, si potrà procedere “da soli” alla sostituzione. La ruota di scorta andrà verificata periodicamente, proprio come le altre quattro, e gonfiata ad una pressione maggiore, proprio per il fatto che, non venendo utilizzata, tende a sgonfiarsi più rapidamente.

In molte auto, oggi, non c’è più il ruotino, bensì il kit di riparazione: estremamente più comodo, necessita però di un po’ di pratica. Meglio quindi non farsi trovare impreparati e provarlo a casa, prima di affrontare il viaggio.

Va da sé che gli strumenti per la riparazione dovranno essere sempre a portata di mano: triangolo, giubbino, chiave e cric.