A volte ci si trova nelle condizioni di mettere in vendita la propria auto, il più spesso per acquistarne un’altra di livello superiore o comunque una più nuova, e si vorrebbe conoscere il valore del proprio veicolo, prima di metterlo sul mercato.

Oppure, si è sul punto di procedere all’acquisto di un usato, di un’auto specifica, ma si vuole avere la certezza del valore effettivo di questo veicolo, per poter poi confrontare questo valore con quello proposto dal venditore e, eventualmente, contrattare.

Per chi è del settore, la procedura è sicuramente molto semplice, ma per tutti gli altri risulta un po’ più complessa. Le stime proposte dalle riviste specializzate danno un’idea generale: sono ottime da applicare in linea teorica su tutti i modelli, ma poco efficaci una volta che si scende nel dettaglio e ci si trova di fronte a condizioni particolari, che, per forza di cose, una rivista non può spiegare nello specifico.

Ecco allora, l’importanza di conoscere i criteri base per valutare e fare una corretta quotazione di un’auto usata.

Età e strada percorsa

Sono due i criteri fondamentali da prendere in considerazione: l’anno di immatricolazione e il numero di km percorsi. Col crescere dell’età dell’auto e della cifra indicata nel display del cruscotto, infatti, aumenta l’usura stessa del mezzo e, quindi, anche il suo valore di mercato diminuisce.

Ovviamente, a parità di anno di immatricolazione, un’auto che abbia percorso più km di un’altra sarà venduta ad un prezzo inferiore rispetto alla seconda. E viceversa.

Vi è un terzo parametro da prendere in considerazione: il veicolo in questione è stato sottoposto con regolarità a tutte le revisioni periodiche? È stato sottoposto, inoltre, a tutti i tagliandi o ne ha saltati alcuni?

La logica è piuttosto semplice: più controlli e verifiche regolari saranno stati “imposti” al veicolo, migliore sarà il suo stato di “salute” e quindi più alto sarà il suo valore.

Altri elementi

Non bisogna dimenticare che anche la marca e il modello influenzano la valutazione di auto usate: alcuni marchi, più prestigiosi di altri, si venderanno più facilmente, ma a prezzi maggiori, rispetto a brand dalla fama meno importante (soprattutto in relazione alla durata e alla affidabilità nel tempo).

Altri parametri da valutare sono quelli che riguardano, a prescindere da quanto detto fino a qui, le condizioni reali, effettive della carrozzeria e del motore: necessitano di manutenzioni straordinarie prima che l’auto stessa sia messa nuovamente su strada? In caso di risposta affermativa, l’acquirente avrà diritto a chiedere un abbassamento del prezzo, in quanto poi dovrà recarsi dal meccanico o dal carrozziere (o da entrambi) per sottoporre il mezzo alle necessarie riparazioni.

Un elemento ulteriore, la cui validità è supportata da analisi di mercato, è la rivendibilità di un modello specifico: non tutte le auto godono infatti della stessa facilità di vendita.

Gli optional

Fino a qui, abbiamo preso in esame fattori che possono incidere in un senso o nell’altro nella determinazione del prezzo finale di vendita (e acquisto) di un veicolo. Ma ve ne sono alcuni che invece determinano solo una miglior valutazione delle auto.

È il caso, ad esempio, della presenza di optional: aria condizionata bi-zona, sistema di navigazione, schermo più ampio, vernice metallizzata, tettuccio apribile, gancio traino, cambio automatico, airbag, ABS, cerchi in lega, interni in pelle, sensori di parcheggio… non c’è fine all’elenco di plus che aumentano il prezzo di vendita di un mezzo usato, anche se, ovviamente, il loro valore sarà di molto inferiore rispetto a quello del momento dell’acquisto.