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Reimmatricolazione auto: costi, tempi e qualche consiglio

Vi sono dei casi specifici in cui è necessario effettuare la reimmatricolazione dell’auto: generalmente questo succede in seguito allo smarrimento o furto di una delle due targhe, o di entrambe, o in seguito al loro deterioramento. Ma può essere necessario svolgere questa pratica anche in caso di acquisto di un veicolo all’estero, ma da utilizzare in Italia; oppure, ancora, in caso di acquisto di un’auto usata, che, per varie ragioni, sia priva di immatricolazione.

Quali sono le tappe da seguire? E qual è il costo per la reimmatricolazione della tua auto?

Le diverse casistiche della reimmatricolazione auto

L’iter da seguire è in realtà identico a quello necessario per la prima immatricolazione. Ma, poiché quest’ultima pratica è in genere svolta dal concessionario presso cui si acquista l’auto, potrebbe essere utile conoscere le tappe, nel caso si voglia procedere in autonomia alla seconda immatricolazione del veicolo in questione.

Innanzitutto, se il motivo che ti obbliga alla reimmatricolazione del tuo veicolo è che sei stato vittima di furto della Carta di circolazione o delle targhe oppure se, semplicemente, le hai smarrite, la prima cosa da fare in assoluto dovrà essere quella di recarti presso il commissariato di Polizia o presso la caserma dei Carabinieri. Qui dovrai sporgere denuncia (di furto o di smarrimento), il cui verbale dovrà essere poi allegato alla domanda di reimmatricolazione.

Un altro caso di reimmatricolazione riguarda le auto destinate alla demolizione (ma non ancora demolite, ovviamente), ma che si desideri reimmettere su strada. Si tratta, in genere, di auto particolari, che devono essere iscritte nei registri storici dell’ASI (Automotoclub Storico d’Italia) e, soprattutto, devono essere in buone condizioni (per poter circolare senza costituire un pericolo per chi le guidi e per chi si trovi sulla loro strada). Molto spesso queste auto dispongono ancora della targa, quindi sarà sufficiente:

  • Richiedere al PRA l’estratto cronologico per poter effettuare il collaudo;
  • Redigere un’autocertificazione che ne attesti la proprietà;
  • Presentarsi all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile, per il rilascio della nuova targa e del libretto di circolazione.

Se il proprietario di un’auto non paga le tasse automobilistiche (il bollo) per diversi anni, il veicolo viene radiato dai registri del PRA. Chi voglia riportare su strada questa stessa auto (che si tratti sempre del medesimo proprietario o di chi l’abbia appena acquistata), dovrà:

  • Richiedere semplicemente la reiscrizione al PRA, nel caso in cui targhe e Carta di circolazione siano presenti;
  • Procedere alla reimmatricolazione (pagando i bolli degli ultimi 3 anni, maggiorati del 50%), nel caso targhe e Carta di circolazione non siano più disponibili.

I documenti da presentare

In tutti i casi visti precedentemente, i documenti necessari per la reimmatricolazione sono:

  • Il modulo di richiesta di reimmatricolazione DTT2119 (presso gli sportelli PRA e ACI);
  • Il modulo NP2 di richiesta di rinnovo al PRA, indicante il codice fiscale del proprietario;
  • La Carta di circolazione e il certificato di proprietà (se presenti);
  • In caso di furto o deterioramento targhe, copia del verbale di denuncia o le targhe deteriorate;
  • Altri documenti personali del proprietario (privato cittadino europeo, extracomunitario o impresa giuridica).

Tutte queste procedure si concluderanno con la consegna da parte degli uffici competenti di una nuova Carta di circolazione e di una nuova coppia di targhe, che andranno a sostituire le precedenti, oramai non più valide.

Una volta che le avrai ricevute, dovrai comunicare i nuovi dati della tua auto al Pubblico Registro Automobilistico, improrogabilmente entro 60 giorni.

Reimmatricolazione auto: in autonomia o in agenzia?

Resta, come al solito, il dubbio su come agire: mobilitarsi in completa autonomia per richiedere la reimmatricolazione dell’auto o delegare tutte le pratiche ad un’agenzia di disbrigo pratiche automobilistiche?

Va da sé che vi sono vantaggi e svantaggi in un caso e nell’altro: richiedere, compilare e consegnare i documenti necessari nei singoli uffici comporta un impiego di tempo che alcuni non potrebbero permettersi, ma al contempo consente di risparmiare sul costo di reimmatricolazione dell’auto rispetto alla seconda soluzione.

Quest’ultima, d’altro canto, consente di recarsi solo due volte presso l’agenzia: la prima per presentare la richiesta e fornire i dati necessari, la seconda per ritirare targhe e Carta di circolazione e per pagare. Ma proprio questo rischia di essere la nota dolente, dato che l’agenzia applicherà, ovviamente, i costi di commissione.

Ma quali sono i costi, nello specifico? Eccoli qui:

  • Versamento a favore del ministero dei Trasporti, di importo pari a 10,20€ (diritti DT);
  • Versamento di 27,00€, corrispondente agli emolumenti per l’ACI;
  • Imposta di bollo di 32€, per l’iscrizione sui registri del PRA;
  • Imposta di bollo di 32€ per la pratica di reimmatricolazione dell’auto;

Il costo della targa, che dipende, secondo un tariffario specifico, dalla cilindrata del mezzo.