Capacità di frenata ridotta? Vai con lo spurgo

L’operazione di spurgo dei freni della moto è un’operazione da effettuarsi periodicamente, per mantenere ottimale lo stato dell’impianto frenante del proprio mezzo.

Va effettuata ogni volta ci si accorga di una riduzione della capacità frenante del mezzo o quando, premendo la leva, la si senta “spugnosa”, “morbida”, con una corsa eccessivamente ampia. Delle bolle d’aria potrebbero essersi formate all’interno dell’impianto frenante e nel circuito dell’olio, rendendo meno efficiente l’azione del fluido freni.

Si tratta di un intervento che può essere effettuato in completa autonomia, senza l’intervento di un meccanico professionista, anche se eseguire la procedura  con l’aiuto di qualcuno, soprattutto le prime volte, potrebbe essere consigliabile.

Quali attrezzi serviranno?

Uno dei motivi, per i quali lo spurgo dei freni della moto non richiede l’intervento del meccanico, è che gli strumenti necessari allo svolgimento della procedura non sono né troppi, né troppo particolari. Si dovranno preparare semplicemente:

  • Un contenitore per raccogliere il liquido vecchio;
  • Il liquido dei freni nuovo, che dovrà dunque essere adatto al tipo di moto (stradale, enduro ecc.). In genere, i due tipi più frequentemente utilizzati sono il DOT 4 o il DOT 5.1.;
  • Chiavi (del diametro necessario);
  • Tubicino di plastica;
  • Carta assorbente;
  • Cacciaviti o altro, a seconda dei modelli di moto e della struttura dell’impianto frenante.

Preparazione e spurgo

Si inizia con lo svitare il tappo della vaschetta del liquido freni, che si trova in prossimità della leva, per estrarre poi la membrana di protezione. Si versa poi il liquido freni nuovo, fino a quando il serbatoio della pompa non sarà riempito.

La fase successiva prevede di pre-allentare, con la chiave corrispondente, la vite di spurgo presente sul corpo della pompa: qui, andrà collegato uno dei due capi del tubicino di plastica; l’altro capo andrà invece indirizzato nel contenitore, dove sarà raccolto il liquido freni estratto durante lo spurgo. Della carta assorbente potrà essere utilizzata per evitare di ungere la moto.

Ora, premendo due o tre volte la leva del freno (o della frizione, se idraulica), si manderà in pressione l’impianto.

A pressione raggiunta, si manterrà la leva premuta e contemporaneamente si allenterà ulteriormente la vite di spurgo: ora l’olio e l’aria usciranno dall’impianto per qualche secondo; far uscire tutto l’olio e poi, mantenendo la leva freno premuta, riavvitare la vite di spurgo.

Fatta questa operazione, si potrà rilasciare la leva e si attenderà che l’olio nella vaschetta scenda di livello. Potrebbe essere necessario aggiungere subito altro olio, al fine di evitare che la vaschetta stessa si svuoti eccessivamente e che altra aria entri nell’impianto. Se questo dovesse accadere, sarà necessario ripetere nuovamente le operazioni appena viste.

Questa operazione di spurgo andrà effettuata più volte: l’obiettivo da raggiungere è quello di riottenere una leva “dura” e con una corsa ridotta rispetto a prima dello spurgo. Un altro criterio che consentirà di stabilire l’efficacia del lavoro effettuato è che dal tubicino di plastica non dovrà più uscire aria (bollicine) mescolata all’olio, ma solamente liquido dei freni.

Alla fine, non dimenticare…

Alla fine del lavoro, non si dovrà dimenticare di stringere nuovamente la vite di spurgo e di inserire il tappino di gomma di protezione. Fatto questo, si dovrà procedere a regolare il livello di liquido dei freni nella vaschetta (ancora, per evitare l’infiltrazione di bolle d’aria nell’impianto frenante). Richiudere il tutto.

Si consiglia di effettuare questa stessa procedura anche sulle pinze freno (una alla volta, ovviamente): qui infatti potrebbe essere rimasta intrappolata dell’aria.

Per essere certi, in conclusione, della qualità della manutenzione della moto effettuata e della tenuta dei freni prima di rimettersi in strada, si potrà procedere a test di frenata a moto spenta; in aggiunta, si potrà lasciare la leva freno premuta durante tutta la notte, aiutandosi con una fascetta da elettricista.

Un ultimo accorgimento: il liquido freni è estremamente inquinante. Quello in eccesso e quello esausto raccolti durante le operazioni di spurgo vanno conferiti (gratuitamente) in un apposito centro ecologico. Si tratta di un piccolo gesto per il motociclista, ma di un grande valore per l’ambiente.