Stando alle statistiche (non ufficiali) sembrerebbe che ogni giorno vengano vendute ben 4.000 auto con il contachilometri truccato, per un giro d’affari pari a 3 miliardi di Euro l’anno.

Che l’ampiezza del fenomeno sia tale o meno, non importa: resta il fatto che “furbetti” di questo tipo, ogni giorno, provano (e in molti casi, riescono) a truffare dei compratori sprovvisti, incauti o incolpevoli.

Così facendo, mettono in circolazione delle auto con un valore commerciale ben inferiore a quello di vendita: al crescere della cifra indicata alla voce “km totali”, diminuisce il prezzo di vendita del mezzo; e viceversa.

Si sarebbe portati a pensare che le truffe siano effettuate ad opera di privati ai danni di privati, mentre in realtà, tra chi opera per modificare il contachilometri prima di vendere l’auto, vi sono anche meccanici e concessionari.

Verifica dei km reali dell’auto: usa il buon senso

Ma come fare allora per evitare di cadere in questo tranello? Come evitare di portare a casa un’auto che ha in realtà molti più km di quelli che ci vengono ufficialmente comunicati?

L’impresa è complessa, certo, ma non impossibile.

Se si eccettua il fatto di rivolgersi esclusivamente a persone che si conoscono personalmente e di cui si ha piena fiducia (non tutti conosciamo persone intenzionate a vendere la propria vettura, nel momento esatto in cui interessa a noi; e non tutti possiamo avere amici fedeli, che lavorano alla direzione di un’autofficina o di una concessionaria), possiamo cercare di usare il buon senso.

Evitiamo di credere, quindi, a chi voglia spacciare un’auto, immatricolata 10 anni prima, con soli 10.000 km all’attivo, sostenendo che fosse di proprietà di una vecchia zia e che questa la utilizzasse solo la domenica per andare a messa. Un po’ di realismo e piedi per terra non guastano mai.

L’usura dell’auto e il controllo sul libretto

Un’altra opzione è quella di verificare lo stato di usura dell’auto: carrozzeria, tappezzeria interna, pomello del cambio, sterzo e pedali sono segni, spesso oggettivi, del tempo trascorso dalla prima immatricolazione. Quest’osservazione, combinata alle impressioni che si potranno avere durante la prima guida e al dato dei km dichiarati, potrebbe essere un buon indice dell’età e dello stato del mezzo. Ma bisogna essere in grado di “interpretare” le informazioni.
Il libretto dell’auto riporta tutte le revisioni cui il veicolo è stato sottoposto nel corso degli anni; a questo si può aggiungere un controllo incrociato dei tagliandi fatti e dei km dichiarati.

Se si ottiene il permesso del proprietario, si può far effettuare la verifica dei km dell’auto attraverso la lettura del dato odometrico: un elettrauto fidato sarà la persona migliore per quest’operazione, anche se qualche truffatore è in grado di manomettere il contachilometri senza lasciare alcuna traccia del proprio passaggio nelle centraline.

PRA e Portale dell’Automobilista

Un metodo un po’ più “scientifico” è quello di rivolgersi al PRA. Presso il Pubblico Registro Automobilistico infatti non solo è possibile risalire dalla targa dell’auto al suo proprietario, ma grazie alla visura si scopriranno i dati fondamentali, tra cui l’anno di immatricolazione e il numero di tutti i precedenti proprietari.

Per questa operazione sarà necessario disporre del numero di targa del veicolo cui siamo interessati: chi non vuole fornirlo, intende sicuramente nascondere qualcosa. Diffidare sempre, in questi casi!

Il Portale dell’Automobilista, poi, consente di inserire modello e targa per effettuare la verifica dei km dell’auto, al momento dell’ultima revisione.

Questa soluzione, disponibile online per pc e come app per smartphone, presenta però due inconvenienti. Uno di questi è che il dato è disponibile solo a partire dalla prima revisione, prevista al quarto anno d’età del veicolo. Il secondo è che l’esattezza del dato è a discrezione dell’operatore che inserisce l’informazione online, avvalendosi della certificazione rilasciata al momento della revisione.