Assicurazione Moto con contraente diverso dal proprietario: come funziona e quando conviene
Dal momento che il pagamento del premio assicurativo è una spesa, oltre che di fondamentale importanza, anche obbligatoria per Legge, è del tutto naturale che i motociclisti (come gli automobilisti, del resto) valutino diverse opzioni per ottimizzare il costo del premio finale.
Un dubbio molto comune riguarda la possibilità di intestare la polizza a una persona diversa dal proprietario della moto (ad esempio un familiare), con l’idea di poter sostenere un costo più vantaggioso. Ma è davvero una soluzione conveniente? Facciamo chiarezza su cosa prevede la legge e come funziona il calcolo del premio.
In effetti, la Legge consente di intestare l’assicurazione moto a una persona differente dal proprietario, ma è importante prestare attenzione poiché possono esserci conseguenze in caso di incidenti stradali o sanzioni. Ma quindi come funziona l’assicurazione contraente diverso dall’assicurato?In questo articolo, vedremo insieme come funziona e tutto quello che c’è da sapere sull’assicurazione moto intestata a un proprietario diverso dal contraente.
In questo articolo, vedremo insieme come funziona e tutto quello che c’è da sapere sull’assicurazione moto intestata ad altri.
I soggetti coinvolti: le differenze tra proprietario, contraente e conducente
Prima di descrivere come funziona l’assicurazione moto intestata ad una persona diversa dal proprietario è importante distinguere i tre ruoli chiave.
- Contraente: è colui che stipula e sottoscrive il contratto di assicurazione, che ne gestisce gli aspetti amministrativi e ne esercita i relativi diritti;
- Conducente o conducente abituale: questa espressione identifica la persona che utilizza principalmente la moto;
- Proprietario: è l’intestatario del veicolo risultante al PRA (Pubblico Registro Automobilistico). È il titolare dell’attestato di rischio e la sua storia assicurativa determina la classe di merito universale (CU) della moto.
Cosa è bene sapere: contraente, proprietario e conducente non devono necessariamente coincidere. È inoltre possibile intestare la polizza come contraente a una persona priva di patente, a patto che non venga indicata tra i conducenti del veicolo.
Assicurazione moto con contraente diverso dal proprietario: cosa dice la Legge
È assolutamente consentito sottoscrivere un’assicurazione moto per un veicolo di cui non si è proprietari, ma occorre fare attenzione a un aspetto fondamentale: la classe di merito Bonus Malus applicata sarà sempre e solo quella del proprietario della moto.
Al momento del preventivo e della stipula della polizza, il contraente può procedere indicando che non vi è coincidenza con la figura del proprietario. Si tratta di un’opzione utilizzata di frequente, ad esempio, all’interno dei nuclei familiari per esigenze organizzative.
Tuttavia, è bene ricordare che la normativa assicurativa assegna l’attestato di rischio e la relativa classe di merito Universale (CU) esclusivamente al codice fiscale del proprietario del veicolo. Di conseguenza, la semplice indicazione di un contraente diverso non consente di applicare una CU differente da quella spettante al proprietario del mezzo.
Intestare la polizza moto a un contraente diverso dal proprietario: pro e contro
Prima di valutare le ragioni di questa scelta, è opportuno ricordare che non tutte le compagnie assicurative danno la possibilità di differenziare la figura del proprietario da quella del contraente.Pertanto, è sempre consigliabile verificare le condizioni della compagnia prima di sottoscrivere un’assicurazione moto online.
I principali vantaggi
Scegliere un contraente diverso dal proprietario risponde prevalentemente a esigenze organizzative o gestionali interne al nucleo familiare (ad esempio quando un familiare gestisce la pratica per conto del proprietario del veicolo).
Se invece l’obiettivo è quello di contenere il costo dell’assicurazione per un familiare convivente, i benefici previsti dalla legge sono la Legge Bersani e la RC Familiare. Qualora ne ricorrano i presupposti, queste norme consentono infatti di ereditare la classe di merito universale CU più favorevole presente all’interno dello stesso stato di famiglia.
Gli aspetti da considerare
Più che parlare di veri e propri “svantaggi”, meglio parlare di elementi da tenere in considerazione:
- Evoluzione della storia assicurativa. L’attestato di rischio e il meccanismo del Bonus-Malus seguono esclusivamente il proprietario del veicolo. Questo significa che la posizione assicurativa maturata sulla moto rimarrà legata al proprietario, mentre il contraente non accumulerà alcuna storia assicurativa personale su quel mezzo.
- Valutazione del rischio reale. Il premio finale della polizza viene calcolato tenendo conto di diversi fattori, tra i quali rientrano anche i dati relativi al proprietario, quelli dei conducenti effettivi e la formula di guida selezionata (Libera, Esperta o Esclusiva). Pertanto, la semplice indicazione di un contraente con maggiore esperienza di guida non comporta automaticamente una riduzione del premio se la moto viene abitualmente guidata da un soggetto più giovane o neopatentato.
In sintesi, prima di procedere è sempre opportuno valutare le proprie esigenze organizzative per scegliere l’impostazione di polizza più adatta.
L’importanza di costruire una propria storia assicurativa
Nel valutare l’intestazione di un veicolo, un aspetto utile da considerare è l’impatto a lungo termine sulla storia assicurativa. Quando un veicolo è intestato a un giovane guidatore (eventualmente avvalendosi dei benefici previsti da Legge Bersani o da RC Familiare, laddove vi siano i requisiti), l’attestato di rischio e la classe di merito maturano direttamente a suo nome. Questo gli consente di iniziare a costruire fin da subito una propria posizione assicurativa personale, che rimarrà legata al suo codice fiscale anche in futuro.
Al contrario, se la proprietà del mezzo fa capo a un’altra persona (ad esempio, a un genitore), la storia assicurativa maturata negli anni resterà attribuita al proprietario del veicolo.
Ognuno potrà quindi valutare la soluzione più adatta in base alle proprie esigenze familiari e alle proprie prospettive future.
Risarcimento danni con conducente diverso da proprietario: come funziona
Un dubbio frequente riguarda la gestione dei risarcimenti in caso di incidente stradale quando il conducente della moto coinvolto è una persona diversa dal proprietario. In caso di sinistro senza colpa da parte del conducente, il proprietario della dueruote ha diritto al risarcimento dei danni materiali, mentre il conducente può ottenere un risarcimento per eventuali lesioni fisiche subite.
Tuttavia, la situazione cambia se il conducente è il responsabile dell’incidente stradale. In questo caso, la responsabilità civile ricade sia sul conducente che sul proprietario del mezzo, come previsto dall’articolo 2054 del Codice Civile.
In ogni caso, la compagnia assicurativa dovrà risarcire il danneggiato entro i massimali previsti dalla polizza RC Moto, anche se non vi è coincidenza tra il conducente responsabile dell’incidente e il proprietario della polizza.
Come personalizzare la polizza RC Moto per otimizzare il costo
È possibile assicurare una moto intestando la polizza a un soggetto diverso dal proprietario del veicolo e, personalizzando il proprio preventivo a seconda delle proprie esigenze.
- Scelta della formula di guida (es. conducente unico / guida esclusiva): se la moto viene utilizzata esclusivamente da una sola persona, è possibile selezionare questa opzione, sapendo che, qualora il veicolo venga affidato a un conducente diverso e questi si renda responsabile di un incidente, la compagnia potrà applicare il diritto di rivalsa per i danni liquidati ai terzi danneggiati.
- Beneficio della Legge Bersani o della RC Familiare: in presenza dei requisiti previsti dalla legge, è possibile richiedere l’assegnazione della classe di merito universale CU più favorevole maturata su un altro mezzo all’interno dello stesso nucleo familiare convivente.