Conviene intestare la Polizza Auto a una persona diversa dal Proprietario?
È opinione diffusa che uno dei modi per provare a risparmiare sul premio assicurativo dell’auto sia quello di intestare la polizza a una persona diversa dal proprietario.
La validità di questa ipotesi è corretta? È possibile intestare la polizza a una persona diversa dal proprietario?
Vediamo di fare chiarezza, iniziando a definire i due attori principali della situazione.
Il primo è il contraente della polizza, ovvero colui che risulterà titolare del contratto di assicurazione e colui che, di fronte alla compagnia e alla legge italiana, si impegna a pagare il premio (annuale o frazionato, in base a quanto definito in fase di stipula).
Il secondo è invece il proprietario dell’auto, i cui dati risultano registrati sul Documento di circolazione e di Proprietà e anche presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
Scegli la formula di guida adatta all’utilizzatore reale
✔️ Quando contraente e proprietario sono diversi, la formula di guida (Libera, Esperta o Esclusiva) deve rispecchiare chi userà effettivamente l’auto. Se selezioni “Guida Esperta” ma l’auto viene guidata abitualmente da un neopatentato sotto la soglia d’età prevista, in caso di sinistro la compagnia potrebbe applicare una rivalsa, chiedendo all’assicurato il rimborso di parte dei danni liquidati. Verifica sempre che la formula scelta risponda al reale utilizzo dell’auto.
Cosa prevede la legge a riguardo?
La giurisprudenza italiana non impone in maniera perentoria l’identità tra l’intestatario della polizza assicurativa e il proprietario dell’auto. Questo significa che è lecito intestare il contratto di assicurazione a un soggetto fisico diverso dal proprietario dell’auto.
Allo stesso tempo va detto però che questa opzione non sempre è possibile, dato che non tutte le compagnie assicurative consentono di differenziare proprietario e intestatario del premio.
La realtà dei fatti
Perché si valuta la possibilità di differenziare le due figure?
Spesso questa scelta nasce dal desiderio di risparmiare sui costi dell’assicurazione, ipotizzando che la presenza di un contraente con maggior esperienza di guida possa favorire un premio più contenuto.
È utile sapere, tuttavia, che le compagnie considerano i ruoli di entrambi i soggetti:
- Storia assicurativa. Classe di merito CU e Attestato di Rischio sono ancorati esclusivamente al proprietario del veicolo. L’assegnazione della classe d’ingresso seguirà quindi sempre la sua posizione, a prescindere da chi sia il contraente;
- Valutazione del rischio. Il premio tiene conto del profilo di entrambi i soggetti e anche della formula di guida scelta (Libera, Esperta o Esclusiva), rilevando sempre la presenza di eventuali conducenti meno esperti.
I vantaggi
Quando può essere utile differenziare le due figure?
Tenere distinti contraente e proprietario risponde principalmente a esigenze organizzative o gestionali all’interno della famiglia o di un nucleo di persone. Ad esempio, può essere una soluzione comoda quando è un genitore o un familiare a farsi carico della gestione amministrativa e del pagamento della polizza per conto del proprietario del veicolo.
Se l’obiettivo principale resta invece l’ottimizzazione del costo della copertura per un nuovo veicolo, la soluzione prevista dalla normativa è il ricorso alla Legge Bersani o alla RC Familiare. Queste facoltà, laddove ci siano i presupposti per farvi ricorso, consentono infatti di beneficiare della classe di merito universale CU più vantaggiosa maturata su un altro veicolo presente all’interno del medesimo stato di famiglia.