Alla guida di un veicolo di terzi

Si tratta di una pratica comune, a più livelli e trasversale a diverse tipologie di utilizzatori delle auto: professionisti, autotrasportatori, ma anche semplici coniugi e familiari, si trovano spesso alla guida di auto di terzi.

Circolano sul web delle fake news secondo le quali questa pratica sarebbe illecita e vietata dal Codice della Strada o dalla legge ordinaria, sanzionata con ammende di diversa entità. Va invece precisato come in realtà la notizia non sia veritiera. Per essere più rigorosi si tratta di un’opinione imprecisa e diffusasi erroneamente.

Cosa dice la legge?

Il riferimento normativo è il comma 4 bis, inserito nell’articolo 94 del Codice della Strada dalla legge n. 120 del 2010 e attuato dal nuovo articolo 247 bis del Regolamento di esecuzione.

La legge, nel modo più assoluto, non stabilisce che non sia possibile guidare un veicolo intestato ad un’altra persona. La categoria alla quale è riferita la normativa riguarda piuttosto un uso continuativo del mezzo a motore.

Questo significa che chiunque può mettersi alla guida di un’auto di terzi, senza per questo incorrere in una sanzione amministrativa.

Quello che invece non è consentito è guidare in maniera continuativa e per periodi lunghi un’auto, una moto o un camion che siano intestati ad altri.

Le auto aziendali

È il caso, questo, delle auto aziendali, dove, ad esempio, al dipendente viene affidata un’auto, con cui si sposta tutti i giorni, seppur per motivi di lavoro.

Ma come fare allora in questi casi per evitare di vedersi comminare una multa in caso di controllo delle Forze di Polizia?

La legge in questione spiega come, per ogni utilizzo di un veicolo per un periodo superiore ai 30 giorni consecutivi, sia necessario modificare le intestazioni dei documenti di circolazione.

Più nel dettaglio, i dati relativi alla persona che guiderà l’auto (affidatale con la procedura del comodato d’uso) dovranno essere riportati “sulla Carta di Circolazione e nell’Archivio Nazionale dei Veicoli”.

La legge non è retroattiva e quindi si applica in via esclusiva a tutti quegli atti posti in essere a partire dal 3 novembre 2014.

L’obbligo non sussiste dunque per tutti gli atti precedenti a questa data, per i quali invece è prevista la possibilità di comunicare facoltativamente la cessione del veicolo a terzi.

E in famiglia?

È poi la stessa legge ad escludere espressamente i casi di auto intestate ad un familiare o a un convivente.

Quindi i figli possono utilizzare l’auto dei genitori e i coniugi quella del partner, senza alcun pericolo. Allo stesso modo anche gli amici possono prendere in prestito l’auto di un conoscente, anche per qualche giorno.

L’obbligo, lo ripetiamo, scatta solo per un utilizzo continuativo e prolungato oltre i 30 giorni.

I professionisti, le aziende o, comunque, chi non ottemperi all’obbligo previsto dalla legge per la guida di un’auto intestata a terzi, incorrono in una sanzione amministrativa di 705€.