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Ridurre l’impatto degli spostamenti con la mobilità sostenibile

Una mobilità intelligente

Si sente spesso parlare di Smart city, di approcci intelligenti all’utilizzo dei mezzi di trasporto, in particolare in città, ma anche fuori, tra un centro abitato e l’altro. Ma cosa si intende oggi per mobilità sostenibile?

Si tratta fondamentalmente di un approccio alla mobilità attento al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente. Notoriamente si interviene riducendo o eliminando del tutto la produzione di CO2.

Non è più sufficiente, in questo senso, il semplice rispetto delle norme Euro 6, quelle che consentono ai veicoli a metano, a gpl e a benzina (mentre quelli a gasolio ne sono ormai esclusi) di circolare in centro, anche durante le limitazioni al traffico.

Si fa, in questo senso, un passo in avanti, bandendo dalle città – i luoghi, dopo le zone industrializzate, dove maggiormente si inquina – i mezzi con motori termici: preferendo i motori ibridi o quelli elettrici; puntando sulle bici, tradizionali o elettriche, o sugli scooter elettrici e sui bus elettrici.

In questa ottica anche l’impatto sonoro assume tutta la sua importanza: l’inquinamento acustico di un mezzo a propulsione elettrica è praticamente nullo, se paragonato a quello a diesel.

I vantaggi per i cittadini e per le città

L’implementazione di un sistema di mobilità sostenibile, all’interno di una città, ha degli impatti positivi che vanno anche al di là della riduzione della produzione di CO2, di un’aria più pulita, a tutto vantaggio non solo di bambini, anziani e soggetti asmatici e allergici, ma di tutti i cittadini in generale.

Le città diventano più sicure e vivibili; si sviluppano i sistemi di trasporto condiviso (car sharing), che incentivano la socializzazione e diminuiscono la segregazione, l’atomizzazione e l’esclusione del singolo individuo, che, purtroppo, in particolare nelle grandi città, si vengono a creare.

E poi, ci sono i vantaggi sull’occupazione (l’implementazione, la messa in funzione e la gestione dei nuovi servizi e delle infrastrutture, oltre che la produzione dei nuovi mezzi di trasporto creano nuovi posti di lavoro) e l’intero tessuto economico produttivo della città ne risente positivamente.

La European Mobility Week

Le amministrazioni, i governi e l’Unione Europea sono tra i primi promotori della mobilità sostenibile, da sempre. I vantaggi, sicuramente non economici, almeno all’inizio, e comunque non immediati, sono tali che chi si occupa della gestione della “cosa pubblica” e della salute dei cittadini non può non pensare alla mobilità alternativa come ad una risorsa per il presente e per il futuro.

La Commissione Europea ha inaugurato nel 2004 la European Mobility Week per diffondere una nuova cultura della mobilità urbana e, da 14 anni a questa parte, le iniziative nei singoli paesi e nelle singole città assumono una rilevanza sempre crescente.

Convegni e conferenze, campagne di sensibilizzazione tra i cittadini, giornate senza auto durante i sette giorni della EMW, oltre all’adozione di misure permanenti per ridurre e razionalizzare il traffico e migliorare l’ambiente: questo è quello che l’Unione Europea chiede ai Paesi membri per questi sette giorni e per i mesi successivi.

I progetti in alcune città

Sono diverse le città europee all’avanguardia in questa scommessa della mobilità sostenibile: il trasporto pubblico è smart, le piste ciclabili si snodano per centinaia di km all’interno dei centri e collegano anche  la prima e la seconda periferia, consentendo a tutti di lasciare a casa l’auto per andare a scuola o al lavoro. E quando l’auto è proprio necessaria, car sharing, auto elettriche a noleggio, parcheggi gratuiti, soprattutto per i veicoli green, sono solo alcune delle politiche attive già da diversi anni nel vecchio continente.

Lubiana ha vinto il Mobility Week Award nel 2013 (550% di piste ciclabili implementate in 10 anni, +20% degli spostamenti a piedi, +40% delle bici e +50% dei bus). A Budapest, ci sono 300 km di piste ciclabili e la metropolitana è stata rimodernata. Helsinki punta a voler eliminare l’auto entro il 2025, grazie all’infomobilità. Oslo è la città più elettrica d’Europa (oltre 4.000 colonnine di ricarica in città). In Italia, a Milano si sono fatti passi in avanti grazie all’istituzione dell’Area C, al rafforzamento del servizio BikeMi, ai servizi di car sharing e al Pass Mobility dedicato ai dipendenti delle aziende che rinunciano al mezzo privato.

Ma non è ancora sufficiente. Moltissimi altri centri nel nostro Paese e in tutta Europa dovranno adeguarsi per dare un aiuto fondamentale all’ambiente. E quindi a noi stessi.